«Il market di Taneto verrà rilanciato»
Ivano Ferrarini: «Non sarà chiuso, anzi. La chiusura del Todis di Bibbiano? Carletti offrirà lavoro a quei dipendenti»
GATTATICO. Non ci sono criticità dei punti vendita Conad in Val d’Enza. L’unico “neo”, se così si può dire, è quello del supermercato di Taneto, che però è relativo all’immobile non di proprietà Conad e che è «sicuramente da risolvere» con lavori di adeguamento: «La Curia, che ne è proprietaria, ha già dato rassicurazioni in questo senso». Smentite poi, «nel modo più assoluto», le voci di un’imminente chiusura di questo punto vendita, che, anzi, sarà protagonista di un «rilancio commerciale». Così Ivano Ferrarini, direttore generale di Conad Centro Nord, colosso cooperativo dal fatturato miliardario (1,24 miliardi di euro nel 2016, con un incremento del 2,1% rispetto al 2015 e 25 milioni di utile), che nel Reggiano conta 53 punti vendita, tra i quali quelli di Taneto, Bibbiano e Sant’Ilario, 116 soci e 1.076 dipendenti (e un fatturato locale 2016 di 307,3 milioni.
I supermercati della Val d’Enza dal dicembre scorso sono al centro dell’attenzione per una serie di criticità – dall’apertura natalizia, che dopo i dietrofront ha poi riguardato solo Sant’Ilario (e che ora si ripropongono per Pasqua e Pasquetta), alle recenti infiltrazioni d’acqua in quello di Taneto, con disagi per clienti e lavoratori – che vedono al centro la proprietà, cioè la snc Nuova Conad Baragalla di Andrea Carletti.
Un socio scomodo o cosa?
«Carletti è un socio imprenditore molto preparato, membro tra l’altro del Cda di Conad Centro Nord. Come tutti i soci Conad, prende in autonomia le proprie decisioni; e lo fa nel rispetto della normativa e nella piena legittimità. Si è sempre interessato al territorio in un’ottica di crescita della comunità e dei dipendenti. Penso sia stato preso di mira in maniera distorta».
Allora non ci sono criticità in Val d’Enza?
«Non ci sono situazioni particolari, se non a Taneto per un problema all’immobile, che sarà risolto dalla Curia, che ne è proprietaria. Smentisco poi le voci di chiusura di questo negozio che, anzi, sarà presto protagonista di un rilancio commerciale. Conad è sempre attenta al territorio, presente ai tavoli con le amministrazioni e i sindacati, nel rispetto anche delle autonomie dei propri soci imprenditori e delle loro relazioni con gli altri soggetti».
Eppure i rapporti con i lavoratori sono tesi. Di recente c’è stata un’assemblea sindacale e ci sono segnalazioni.
«Ci sono state sulle aperture natalizie. Del resto è un tema sempre caldo a Reggio Emilia. A dicembre Carletti ha deciso per le aperture, provando a vedere la reazione del mercato. E in base a questo ha corretto il tiro. In piena legittimità e autonomia».
Sul tavolo però ci sono anche le chiusure dei punti vendita Todis reggiani, di cui quello di Bibbiano, chiuso sabato 24 marzo.
«Si tratta di negozi gestiti da Emilia Discount, una nostra associata (di cui Conad Nuova Baragalla ha una quota di maggioranza, ndr), legata a un progetto molto vecchio: si è provato a sperimentare un possibile sviluppo dei discount al Nord, ma di fronte a competitor molto forti si è dovuto rinunciare».
Va bene le logiche commerciali. Ma la sperimentazione è sulla pelle delle persone. Come si fa con i dipendenti licenziati?
«Carletti segue una logica di salvaguardia del mercato, ma anche di recupero dei dipendenti. Si è detto disposto a offrire loro diverse altre opportunità. Anche Conad Centro Nord lo farà, pur non essendo direttamente collegato a Todis. Del resto – conclude Ivano Ferrarini – la missione di Conad è l’attenzione alle persone».
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