Regione, Mammi in pole per una poltrona
Il domino politico è iniziato con l’elezione in Parlamento del casalgrandese Andrea Rossi. Ma Baruffi bussa alla porta
SCANDIANO. Coinvolgono ancora la zona ceramiche reggiane le voci di novità nella giunta regionale targata Pd. In questi giorni uno dei nomi che emerge con frequenza è quello del sindaco di Scandiano Alessio Mammi, da più parti indicato come un papabile per l’ingresso in giunta o per succedere al casalgrandese Andrea Rossi nel ruolo di sottosegretario. Proprio da Rossi, neoeletto in Parlamento, è iniziato il domino. In questi tre anni e mezzo Rossi è stato sottosegretario di presidenza e uomo operativo del governatore Stefano Bonaccini, una figura chiave che ha compensato l’assenza nella giunta di un assessore reggiano. Ora il discorso cambia. Rossi si è già dimesso da consigliere regionale, sostituito da Ivan Malavasi, e a breve lascerà anche l’incarico di sottosegretario, ultimate alcune operazioni seguite in prima persona. Si inizia quindi a parlare di rimpasti, nonostante la volontà del Pd regionale di blindare l’attuale assetto, visto che praticamente ogni territorio sta chiedendo novità e nomi di riferimento. In questo quadro si apre la porta a un ingresso reggiano, con Mammi in prima fila. Bonaccini dovrà sicuramente sostituire Rossi, e i nomi sono due: Mammi e l’ex parlamentare modenese Davide Baruffi, nemmeno ricandidato dal Pd nelle scorse, amarissime elezioni politiche. Mammi sarebbe una scelta di continuità con Rossi, per provenienza geografica e collocazione politica nell’area renziana; Baruffi ha invece un rapporto personale consolidato con Bonaccini. Le valutazioni sono tante e riguardano anche il resto della giunta. L’escluso dalla scelta potrebbe trovare un posto in giunta, e sicuramente Reggio è pronta a battere cassa: Rossi deve essere sostituito da un altro elemento della provincia reggiana, oltretutto una di quelle che più ha tenuto, nonostante la forte erosione, a livello di voti. Con Baruffi ad affiancare Bonaccini, un assessore reggiano sarebbe quasi “inevitabile”. E qui torna forte la presenza di Mammi, già papabile per una candidatura in Parlamento nell’ultima tornata elettorale. Le alternative? Due nomi usciti spesso sono quelli del presidente della Provincia Giammaria Manghi e della consigliera regionale Roberta Mori. Due profili molto diversi. Manghi rappresenta l’area renziana, proprio come Mammi; difficile ipotizzare la presenza di entrambi. Differente il discorso per Roberta Mori, che rappresenta la minoranza orlandiana e in questi anni ha lavorato a lungo su temi sentiti in Regione. Nel suo caso, la via sarebbe quella di un ruolo da assessore, con eventuale travaso di deleghe. Faticoso, per ora, capire i tempi delle novità. Per Mammi e Manghi (anche sindaco di Poviglio) ci sarebbe da ragionare sulla compatibilità fra l’incarico in Regione e quello nei propri Comuni, dove il loro mandato scade nella primavera 2019. Una possibile soluzione è quella già vista a Reggio, quando Graziano Delrio è diventato ministro, con il vicesindaco trasformato in reggente.
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