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Trapano sulle gomme degli spazzaneve

Trapano sulle gomme degli spazzaneve

Ventasso, denunciati due imprenditori e l’esecutore materiale: danneggiavano i mezzi perché avevano perso l’appalto

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VENTASSO. Ha vinto l’appalto per la spalatura delle neve e la salatura dell’ultimo tratto della statale 63 in gennaio; il primo febbraio ha cominciato il lavoro e il 6 si è trovato le gomme del mezzo bucate con un trapano: impossibile montare a bordo e lavorare. È proprio dalla denuncia contro ignoti fatta dal proprietario del bar ristorante a Cerreto Laghi, Primo Bertocchi, che è partita l’indagine dei carabinieri della stazione di Collagna che ha portato a scoprire una serie di episodi di ritorsione che, secondo gli investigatori, sono da attribuire ai titolari di una ditta concorrente, rimasta esclusa dal business. E per dirla con le parole di Bertocchi: «Il lavoro in montagna è quel che è, ci si deve arrangiare col poco che si ha».

A finire nei guai sono stati un uomo di 57 anni, di Fivizzano (provincia di Massa, in Toscana), ma a una manciata di chilometri da Cerreto, ritenuto l’autore materiale degli atti vandalici sugli spazzaneve, pagati con 50 euro “a botta”.

Mandanti dei danneggiamenti col trapano sarebbero stati invece un uomo di 45 anni, anche lui di Fivizzano, e un 50enne reggiano. Tutti sono stati denunciati per concorso in danneggiamento aggravato. Il “killer” degli pneumatici entrava in azione armato di un trapano – hanno ricostruito i carabinieri – e infieriva tanto da rendere inservibile il mezzo. E se la questione delle neve, in montagna, ha suscitato nel tempo grossi appetiti conditi da polemiche e guerra di carte bollate, mai si era arrivati a tanto. «Si tratta di situazioni deliranti», è il giudizio del sindaco di Ventasso, Antonio Manari, che per riuscire a proteggere le strade del comprensorio dal grande inverno ha messo a gara ben 17 tratte. Due le incursioni attribuite con certezza ai tre: uno in provincia di Reggio Emilia con forature di gomme di notte; l’altro in provincia di Massa (due pneumatici), portato a termine durante la pausa pranzo degli operatori. Secondo le indagini dei carabinieri, il movente è chiaro: la concorrenza tra imprese che ha spinto chi non si è aggiudicato il lavoro a rivalersi a suon di trapano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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