Col ritorno di S.Giuseppe il presepe diventa perenne
Brescello, è la decisione del parroco che ha ricevuto la statua recuperata nel Po Il santo è tornato nella chiesa di Lentigione e la Sacra famiglia si è ricostituita
BRESCELLO. La statua di San Giuseppe è ritornata a casa. Nella giornata di martedì, in vescovado a Mantova è avvenuta la restituzione a don Evandro Gherardi, parroco di Lentigione, da parte dei due coltivatori che nei giorni scorsi avevano ritrovato San Giuseppe nel Po, all’altezza di Motteggiana; insieme a loro, anche il vescovo mantovano Gianmarco Busca e la direttrice di Coldiretti Mantova Erminia Comencini.
Il ritrovamento risale a un paio di settimane fa, quando due coltivatori con la passione comune delle escursioni sul Po, Simone Minelli e Angelo Bonini di Villa Saviola di Motteggiana, in provincia di Mantova, incapparono nella statua di San Giuseppe nel corso di un’uscita in barca. A colpire i due amici era stata una parte del mantello che emergeva e che li portò ad avvicinarsi ulteriormente per capire di cosa si trattasse: con l’aiuto di alcuni tronchi la recuperarono e, ritenendola probabilmente frutto di un furto, pensarono di donarla al vescovo. Minelli e Bonini pubblicarono poi una foto del loro curioso ritrovamento su Facebook, e la notizia venne riportata dalla Gazzetta di Mantova. Fu allora che alcuni cittadini di Lentigione segnalarono a don Gherardi che quel San Giuseppe avrebbe potuto davvero essere lo stesso che la piena del torrente Enza si era portato via. A quel punto il parroco prese contatti con i due coltivatori, fissando l’appuntamento per la giornata di martedì. «Pensavamo che la statua fosse perduta per sempre – racconta don Gherardi – e invece San Giuseppe è ritornato a Lentigione. Questo ritrovamento ci dà forza e coraggio, confido che possa essere un ulteriore segnale di ripresa per il paese. Il vescovo dal canto suo ha incoraggiato la comunità di Lentigione, manifestando la propria vicinanza con una benedizione e la preghiera». A oltre tre mesi dalla sua scomparsa, la statua versa in buone condizioni, avendo riportato solo qualche graffio a seguito di tutti quei giorni passati in acqua, nei quali ha percorso circa 60 chilometri. Subito dopo il ritorno a casa, San Giuseppe ha già trovato la nuova collocazione. «Anche se siamo in periodo pasquale – conclude don Gherardi – ho pensato di riallestire il presepe, e visto quello che è successo la sua esposizione in chiesa sarà permanente». La Sacra Famiglia è stata dunque ricomposta, dopo mesi di traversie: anche la Madonna, così come il bue e l’asinello, erano stati trascinati via dalla corrente ma ritrovati dopo qualche giorno nei campi della zona. Alle loro spalle, anche un paio di stivali infangati, a perenne ricordo dell’alluvione che ha cambiato per sempre la vita dei lentigionesi.
Andrea Vaccari
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