Dall’officina 3.0 all’orto botanico
Casalgrande, le proposte dei cittadini sulle nuove funzioni dell’ex biblioteca
CASALGRANDE. Un’officina per stampare prodotti in 3D, uno spazio per eventi assortiti, un orto biologico, un’area dove lavorare insieme dividendo costi e impegni. Sono parecchie ed eterogenee le proposte lanciate dai casalgrandesi per costruire il futuro dell’ex biblioteca di Casalgrande, il grande edificio su due piani in via Aldo Moro. Un complesso da circa 800 metri complessivi che, dopo aver ospitato a lungo la biblioteca, in questi ultimi anni è stato usato come sede di Ema-Emilia Ambulanze e dell’Avis comunale. Ora le due associazioni sono pronte al trasloco nella nuova area pensata per il volontariato sanitario al bocciodromo di via Santa Rizza, un passaggio ormai imminente. Rimane quindi da decidere cosa fare dell’ex biblioteca, oltretutto sistemata nel cuore del centro storico, in una zona da rivitalizzare come richiesto da esercenti e residenti. Per questo nei mesi scorsi il Comune ha avviato il percorso partecipato “Bella Idea!”, che ha coinvolto abitanti e realtà associative in una serie di incontri, di visite sul luogo e di riflessioni per studiare un futuro per l’edificio. Le idee finali sono state raccolte nelle scorse settimane. Adesso la palla passa all’amministrazione comunale, che con i tecnici dovrà valutare le proposte, capirne la fattibilità tecnica ed economica e ragionare sugli eventuali vincoli urbanistici. Gli spunti non mancano: alcuni voglio che il complesso diventi la sede di eventi pubblici, conferenze, mostre artistiche e anche come spazio proiezioni in cui organizzare cineforum. Con una porzione da insonorizzare per farla diventa una sala prova per gruppi musicali. Vista la presenza dei locali già attrezzati, si è pensato anche a corsi di cucina e di gastronomia. Un’idea più “moderna” è quella di trasformare il tutto in uno spazio “Fablab” (dall’inglese fabrication laboratory), una sorta di officina in cui realizzare prodotti esclusivamente con tecnologie digitali: per Casalgrande si penserebbe all’utilizzo delle ultime, sempre più efficienti, stampanti 3D. Sullo stesso filone, la proposta di creare un’area co-working, uno spazio condiviso in cui diversi professionisti potrebbero avere uno studio mettendo insieme competenze e dividendo i costi delle utenze. Siccome il complesso ha anche una bella zona all’aperto con molto verde, non è da escludere l’arrivo di un giardino accessibile a tutti e la realizzazione di un orto biologico.
L’accordo è stato ufficializzato con una sorta di "patto di collaborazione" per l’uso della struttura, firmato dal sindaco Alberto Vaccari, dall'assessore Silvia Taglini e da chi ha partecipato al cammino. Come funzionerà, nella pratica, la prossima fase? «Le azioni sviluppate dai cittadini saranno gestite attraverso un gruppo di coordinamento che coinvolge i soggetti protagonisti del percorso partecipato», spiega l’amministrazione. Il primo passo è a carico del Comune, che ora dovrà completare gli interventi di riqualificazione energetica (già nel 2018) e architettonica, oltre a proseguire nel coinvolgimento della cittadinanza. (adr.ar.)
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