«Il M5S è pronto per governare anche nel Reggiano»
Annalita Luppi, consigliera comunale a Casalgrande «Ci prepariamo in vista delle elezioni amministrative 2019»
CASALGRANDE. Alle elezioni politiche del 4 marzo scorso il Movimento 5 Stelle ha superato il Pd a livello complessivo provinciale. Il divario è stato nettissimo nel distretto ceramico, in particolare a Castellarano e Casalgrande. Come se lo spiega?
«Si è detto e scritto molto sul risultato del 4 marzo – risponde Annalita Luppi, consigliere comunale M5S a Casalgrande – per approfondire le ragioni del voto e tentare di comprendere il grande successo dei 5 Stelle e l’impressionante sconfitta del Pd, sceso sotto i minimi storici. A Casalgrande, nonostante il nostro 38%, il dibattito si è concentrato quasi esclusivamente sulle dichiarazioni del sindaco Vaccari che, sorpreso dalla dimensione di un risultato inaspettato, ha scelto di trasferire l’attenzione su presunte richieste dei moduli per il reddito di cittadinanza da parte di diversi cittadini, ridotti affrettatamente ad uno solo, sostituendo l’analisi con una banale speculazione politica».
Perché questo fatto ha indispettito il M5S? In fondo, il reddito di cittadinanza è un vostro cavallo di battaglia.
«Il sindaco, allineato alla strategia del Pd renziano, anziché fare una seria riflessione sul risultato che li ha visti a Casalgrande affondare sotto il 28%, ha preferito schernire il M5S, facendoli sembrare semplici venditori di fumo, capaci di vincere esclusivamente grazie a uno spot elettorale, ignorando che da almeno dieci anni il reddito di cittadinanza è parte sostanziale del programma del Movimento».
Che tipo di analisi vi aspettavate invece?
«Non credo che qualcuno all’interno del Movimento si sia mai posto la questione in questi termini. Siamo ormai da tempo protagonisti, oltre che a livello nazionale, anche in tante realtà locali. E’ logico e doveroso tener conto di qualsiasi considerazione fatta dagli antagonisti politici. In questo caso, tanti hanno ritenuto di replicare. Faccio notare che non hanno reagito solo esponenti 5 Stelle, ma anche tanti cittadini, che sui social hanno voluto esprimere, spesso in modo ironico, la loro indignazione per l’uso strumentale di un disagio che purtroppo riguarda tante persone, con affermazioni che mortificano quanti lo patiscono, sorpresi anche dall’incapacità di intercettare un malessere sociale che anche a Casalgrande è da tempo a livelli preoccupante».
Quali sono invece le vostre riflessioni rispetto al voto? Perché qui avete stravinto?
«Le politiche nazionali hanno una dinamica particolare, per cui è bene ricordare che il risultato raggiunto a Casalgrande è determinato in gran parte dal buon lavoro che il M5S guidato da Luigi Di Maio è riuscito a fare, riuscendo ad essere convincente e credibile per un progetto di governo veramente alternativo alle indecenze che da oltre 20 anni gli italiani hanno dovuto subire. Tuttavia, tengo a ribadire che a Casalgrande il gruppo consiliare 5 Stelle ha sempre interpretato con impegno e responsabilità il mandato che ci è stato conferito nel 2014, non solo nel ruolo di opposizione ma anche in forma propositiva. Credo che tanti cittadini abbiano perciò apprezzato, incidendo di conseguenza sulla percentuale ottenuta a livello locale. La visione sociale ed economica a cui si ispira la nostra amministrazione, fedele alle logiche renziane, hanno fatto il resto. Neppure a livello nazionale il Pd è stato in grado di comprendere e arginare la deriva verso quelle politiche neoliberali che hanno progressivamente allontanato il partito dai valori originari della sinistra socialista. Ne è prova anche l’ultima rovinosa scelta dell’illustre ex sindaco di Casalgrande, Andrea Rossi, ora eletto deputato in Parlamento, che come ultimo atto prima di dimettersi da consigliere sottosegretario in Regione, incurante della volontà di migliaia di cittadini che per anni hanno manifestato e lottato, ha scelto di votare contro le risoluzioni presentate in aula che avrebbero consentito di mantenere aperti i tre punti nascita emiliani che la Regione ha deciso di chiudere, tra cui quello del Sant’Anna di Castelnovo Monti. Anche con questi episodi si dimostra come i rappresentanti del Pd sempre meno sappiano rappresentare un popolo e come sempre meno possano considerarlo il loro popolo. Un partito che ha smarrito la sua identità e sembra guardare con biasimo ai bisogni delle comunità e a chi arranca di fronte alla ripresa di cui tanto si proclama, ma che ancora tanti stentano a percepire, incapace ormai di fare scelte determinanti e determinate a difesa delle fasce più deboli che un tempo rappresentava. Tanti che fino a poco tempo fa, grazie anche al gran lavoro dei media governativi o a servizio dei vari partiti di sistema, consideravano il Movimento incapace e inaffidabile, hanno capito che l’unica vera svolta è rappresentata dai 5 Stelle, non solo per il programma, ma per i principi e i valori ai quali coerentemente ci ispiriamo».
Il prossimo anno (anche) a Casalgrande ci saranno le amministrative, che di solito sono vissute in modo diverso rispetto alle politiche. Pensate di battere il Pd, l’anno prossimo? Sarete pronti per governare, in caso di vittoria?
«Percentuali come le nostre, seppure trainate dal contesto nazionale, non sono da sottovalutare. È un patrimonio che non intendiamo dilapidare, in prospettiva, così come il nostro impegno, che continuiamo a definire volontariato. In questi anni abbiamo avuto modo di maturare e comprendere meglio certe dinamiche, comprese le difficoltà a mantenere coeso un gruppo composto da diverse estrazioni ideologiche, che si è però sempre riconosciuto nei principi e nei valori del M5S. Abbiamo sicuramente bisogno di rinforzare il gruppo, coinvolgendo nuovi soggetti in grado di mettere a disposizione entusiasmo e competenze per formare una squadra adeguata e competitiva da proporre alle amministrative 2019. E’ questo, da oggi, l’impegno maggiore al quale vogliamo dedicarci».
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