Nicolini: «Bini non ha fiducia nell’Ausl»
Dura replica del direttore generale Ausl al sindaco, che ha annunciato un esposto: «Tuteleremo l’immagine dell’azienda»
CASTELNOVO MONTI. E' una risposta molto dura, quella del direttore generale Ausl Fausto Nicolini alla scelta preannunciata dal sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini, di presentare un esposto ai carabinieri su quanto avvenuto sabato scorso: l’elicottero non decollato per problemi tecnici.
«Bini dimostra una totale assenza di fiducia nella Azienda sanitaria – afferma Nicolini – e una modalità per lo meno inusuale di richiesta di rendicontare a livello istituzionale». Bini aveva annunciato l’intenzione di presentare un esposto per arrivare «a chiarire un intervento che credo vada approfondito». Lunga la lista di risposte che Bini si attende: da quanto tempo ha dovuto attendere la donna incinta di sei mesi «che superano – ha scritto Bini – i cinque minuti indicati dall’Asl»; ai motivi tecnici dell’avaria dell’elicottero dell’elisoccorso che non è riuscito ad alzarsi in volo; al numero di mezzi in sevizio di notte «nel caso – ha sottolineato il sindaco – fossero più di una le chiamate di soccorso in contemporanea».
Elenco che il direttore Ausl non ha gradito: «Siamo colpiti – prosegue Nicolini – dall’affermazione che tutto ciò viene fatto a tutela della salute dei suoi cittadini. Come se questa non fosse la ragione per cui ogni giorno oltre 7000 professionisti di questa azienda lavorano duramente, con impegno e passione, nei servizi sanitari di questa provincia. Confermiamo la piena fiducia nei nostri operatori che hanno agito in modo corretto, nel rispetto dei principi di appropriatezza e sicurezza clinico-organizzativa». Nicolini afferma che le risposte arriveranno: «Siamo pronti a dare tutte le spiegazioni, con trasparenza e lealtà, in tutte le sedi istituzionali in cui verranno richieste. Ribadiamo che la cronologia e i tempi delle fasi dell’intervento sono quelli registrati e forniti dal database della centrale operativa 118. Siamo altresì determinati a tutelare l’immagine dell’Azienda e dei suoi professionisti a fronte di ogni tentativo di lederne il prestigio e la fiducia nel rapporto coi cittadini, a fronte di strumentalizzazioni e ricostruzioni dei fatti non veritiere».
Conclude Nicolini: «Ribadiamo che il caso specifico non ha riguardato una partoriente, come erroneamente riportato, ma una signora alla 24esima settimana di gravidanza senza alcun segno di travaglio in atto né, tantomeno, di parto imminente. Tutto questo per amor di verità e perché anche noi, ben prima del sindaco Bini, abbiamo accettato di fare questo lavoro per la tutela della salute delle persone che ci sono state affidate».
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