«Ora i neoeletti mantengano le promesse»
CASTELNOVO MONTI. «Dopo la campagna elettorale, ora serve chiarezza. Di tante promesse ascoltate una era comune e, soprattutto, realizzabile: ascoltare le istanze di chi intende vivere su un...
CASTELNOVO MONTI. «Dopo la campagna elettorale, ora serve chiarezza. Di tante promesse ascoltate una era comune e, soprattutto, realizzabile: ascoltare le istanze di chi intende vivere su un territorio difficile, ma importante per tutti e non solo per i suoi residenti». Così interviene il gruppo Insieme per il Sant’Anna, di cui fanno parte il comitato Salviamo le cicogne ma anche molte altre associazioni e realtà di volontariato, culturali e aggregative della montagna. «Crediamo che il sempre maggior accentramento dei servizi e della popolazione – spiega il gruppo – sia un danno per la qualità della vita del centro come per la periferia, città sempre meno governabili, con servizi sempre più affollati e difficili da fruire, territori periferici indeboliti con sottrazione costante di servizi fondamentali».
«Occorre una svolta della politica per il bene comune – prosegue il gruppo – per una vita per tutti più vivibile. Lavoro, scuola, sanità: tre pilastri per la tenuta di un territorio. Gli investimenti promessi, come la Strategia aree interne, sono importantissimi, ma ancora non bastano. I risparmi di scala più volte portati a giustificazione dell'accentramento dei servizi rischiano di produrre in alcune aree danni ben superiori ai vantaggi economici eventualmente realizzati. Ribadiamo la necessità di mantenere sul territorio montano un ospedale degno di questo nome, in grado di mantenere un'assistenza primaria adeguata a soddisfare le esigenze dei residenti, dove le specializzazioni siano un indispensabile corollario a miglioramento della produttività aziendale da un lato e alla riduzione dei tempi d'attesa dei cittadini di tutta la provincia. Ribadiamo la scelta che a nostro avviso è ormai improrogabile: mantenere tre poli ospedalieri in provincia (Castelnovo Monti, Reggio Emilia e Guastalla) e trasformare gli altri presidi in strutture che operino per attività programmate e specifiche. Confermiamo l'impegno a monitorare attentamente le azioni dell'azienda rispetto al potenziamento più volte annunciato del nostro ospedale. In quest’ottica sottolineiamo che non va nella giusta direzione la soppressione della pronta disponibilià ginecologica senza alcuna preventiva comunicazione dopo aver più volte affermato pubblicamente che nulla sarebbe stato ridimensionato nell'attività di quel reparto. Questa decisione va ripensata e soprattutto non andrà mai più ripetuto il grave errore di comunicazione. Chiediamo ai neoeletti di mantenere la promessa di agire sul ministero perché vengano modificati i parametri per la chiusura dei punti nascita, non considerando solo il numero di parti come indicatore di sicurezza, ma i dati tecnici complessivamente presenti nelle strutture, con una valutazione più aderente alle diverse e specifiche realtà presenti sul territorio».
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