Reggio Emilia, depositi bici chiusi. I dipendenti: «Fateci lavorare gratis»
Sabato sarà l’ultimo giorno di apertura dopo il crac della cooperativa sociale Il Fiore. Gli addetti di via Cecati: «Costretti ad andarcene». Tutino: «Non si può prorogare»
REGGIO EMILIA . Gli addetti protestano, ma è improrogabile la chiusura temporanea dei tre depositi di biciclette affidati alla cooperativa sociale Il Fiore, sottoposta a liquidazione coatta amministrativa. Entro sabato prossimo i clienti dovranno ritirare le bici lasciate in custodia o consegnate per la riparazione. Si tratta dei tre punti del servizio comunale Bicittà situati al numero 2 di via San Pietro Martire e nei pressi dei parcheggi scambiatori di via Cecati e dell’ex-Foro boario.
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«Le procedure conseguenti al fallimento – spiegano dalla giunta – non consentono di evitare la sospensione del servizio, nonostante la volontà del Comune di proseguire con una proroga. L’amministrazione comunale si è già attivata per trovare un nuovo gestore che consenta di riattivare al più presto il servizio ed è già in corso la procedura amministrativa prevista dalla legge in questi casi».
Tuttavia il rispetto della normativa obbligherà a sospendere il servizio per alcune settimane. Nel frattempo rimarrà attivo il servizio Bicittà della stazione, in via Turri, presso il quale, nel parcheggio interrato di piazzale Marconi, sarà presto aperto il deposito Velostazione.
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La cooperativa Il Fiore si occupava dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. In previsione della chiusura, la maggior parte degli addetti era stata assorbita nei mesi scorsi da altre cooperative. Rimangono in via Cecati un dipendente e cinque volontari, che per continuare l’attività dovrebbero costituire una nuova società e partecipare al bando.
«Avevamo proposto – protesta Giuseppe Festa – di tenere aperto volontariamente il deposito al pomeriggio fino al 15 aprile, per rispetto delle persone che hanno lasciato qui la bicicletta. Niente da fare. Se passa un vigile ci fa chiudere».
«Tanti clienti – precisa Edoardo Gnesutta – non riusciranno a ritirare in tempo la bici perché sono in ferie o ammalate». «Per incomprensione o superficialità – aggiunge Festa – non ci è stato concesso di continuare il lavoro».
«La chiusura – spiega l’assessore alla mobilità Mirko Tutino – è stata imposta dal curatore fallimentare, nonostante la nostra richiesta di una proroga. La procedura per il nuovo affidamento attraverso un bando di gara implica una durata di diversi mesi. Tuttavia abbiamo già avviato la pratica dell’affidamento per un periodo transitorio attraverso il mercato elettronico degli acquisti.
Occorrerà qualche settimana, fino alla fine d’aprile, per individuare, tra le società esistenti, quella in grado di gestire un servizio limitato di guardiania in attesa del compimento della gara». Il problema è che gli attuali addetti al deposito di via Cecati non figurano ancora come società. L’unica loro fondata speranza è che tra un mese il nuovo gestore transitorio li assuma, dando così continuità al servizio.
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