«Trasferito il mezzo donato ai pompieri»
Il fuoristrada Comby, ora a Piacenza, era stato rimesso a nuovo: «Così la generosità viene vanificata»
REGGIO EMILIA. Il mezzo donato che i vigili del fuoco avevano ripristinato, dotato di attrezzature donate dal Comune di Reggiolo, è stato dislocato a Piacenza, su disposizione del comando regionale, con tanto di materiali. Le organizzazioni sindacali «contestano fortemente la decisione presa dal dirigente locale e da quello regionale (ingegner Silvano Barberi) di privare i vigili del fuoco di Reggio di attrezzature non acquistate con fondi del ministero dell’Interno, bensì con risorse e donazioni degli enti locali reggiani. Facciamo notare che allo stato attuale il Comando provinciale è assolutamente sprovvisto di materiale in grado di rimpiazzare quello trasferito. Cgil, Cisl, Uil, Conapo e Usb temono che la generosità di enti locali, associazioni o semplici cittadini reggiani venga vanificata e in futuro scoraggiata da decisioni di questo tipo».
Questa decisione «depotenzia ulteriormente la Colonna Mobile del Comando, rendendola probabilmente non più operativa», affermano i sindacati. Il timore, spiega Matteo Cilenti del Conapo, è che la scelta rientri «nel quadro di un accentramento delle colonne mobili, magari a servizio di più province (a Piacenza per Modena e Reggio)».
Il “caso” che ha fatto insorgere i sindacati è stata la decisione, il 16 marzo scorso, della Direzione dei vigili del fuoco dell’Emilia-Romagna di disporre l’invio al comando di Piacenza dell’automezzo Comby targato VF 16605. Si tratta di un fuoristrada furgonato che, «oltre ad essere stato completamente riparato e messo a nuovo dai pompieri reggiani (dopo anni di fermo a causa della sua vetustà), era stato dotato di un modulo estraibile caricabile anche su altri automezzi, utilizzabile per intervenire ad esempio su eventi sismici. Questo materiale, insostituibile e prezioso (non solo per il suo costo elevato), non era stato acquistato dall’amministrazione bensì donato ai vigili del fuoco di Reggio dal Comune di Reggiolo, tramite la locale Protezione civile San Venerio, come ringraziamento a seguito dell’evento sismico nel terremoto del 2012 nella Bassa».
Attrezzature che «erano state utilizzate con successo dai pompieri per interventi complessi, come un bambino rimasto con una mano incastrata in una impastatrice o una dipendente di una nota azienda alimentare reggiana rimasta con un braccio intrappolato in un nastro trasportatore».
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