«Una situazione eccezionale l’indisponibilità dell’elicottero»
CASTELNOVO MONTI. «L’indisponibilità dell’elicottero è stata una situazione eccezionale, tant’è che nella serata di lunedì 26 marzo si è ripresentata una condizione analoga che ha riguardato un’altra...
CASTELNOVO MONTI. «L’indisponibilità dell’elicottero è stata una situazione eccezionale, tant’è che nella serata di lunedì 26 marzo si è ripresentata una condizione analoga che ha riguardato un’altra signora al sesto mese di gravidanza, regolarmente trasportata in ospedale in elicottero. In ogni caso l’Ausl di Bologna, titolare della convenzione, ha già chiesto una relazione alla società che gestisce il velivolo, anche per prevenire il ripetersi di situazioni analoghe». E’ la risposta che l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, ha dato in consiglio in risposta all’interrogazione del consigliere Yuri Torri. Secondo Venturi il trasporto della donna in cinta di 6 mesi «è avvenuto in tutta sicurezza, poiché la signora non era in condizioni gravi e non presentava carattere di urgenza».
«Voglio precisare – ha proseguito Venturi- che la signora sta bene ed è stata dimessa già il giorno successivo al ricovero. Per quanto riguarda il problema tecnico al mezzo, questo ha causato un’attesa nella piazzola di atterraggio a Castelnovo non di 40 minuti, come erroneamente riportato dalla stampa locale, ma di 5 minuti, trascorsi i quali l’ambulanza ha trasportato la paziente a Reggio Emilia, dove è arrivata una ventina di minuti oltre il tempo che l’elicottero avrebbe garantito». «Se la signora avesse avuto un travaglio in atto – ha aggiunto – non avrebbe comunque potuto partorire ed essere assistita nell’ospedale di Castelnovo anche qualora non fosse stata sospesa la funzione di assistenza al parto: si sarebbe trattato, infatti, di un parto al sesto mese di gravidanza, che richiede la presenza della terapia intensiva neonatale». Infine u n passaggio sulla chiusura del Punto nascite: «La sospensione dell’attività di assistenza al parto nell’ospedale di Castelnovo è stata disposta in seguito al parere del Comitato percorso nascita nazionale, nonostante la richiesta di deroga presentata dalla Regione. L’Azienda, a sua volta, ha contestualmente riorganizzato l’assistenza al percorso nascita, potenziando e integrando le attività territoriali e ospedaliere in particolare sull’assistenza alla gravidanza e sulla continuità assistenziale al parto e in dimissione».
La riapertura del Punto nascita a Caltelnovo è stata chiesta anche da Gianluca Vinci, segretario Lega Emilia: «La decisione della Regione di chiudere i Punti nascite in Appennino va immediatamente rivista – ha scritto in una nota – il Pd deve prendere atto della pericolosità della propria scelta per tutte le future mamme che risiedono nella zona e del fatto che questa porti rischi per la salute ma anche un abbandono obbligato della montagna da parte delle giovani coppie. Chi progetta la nascita di un figlio non deve essere abbandonato e correre rischi per la propria salute».
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