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Don Evandro sceglie il silenzio

Dopo lo scontro con il Gruppo di discontinuità sulla mafia in paese

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BRESCELLO. «Preferisco non esprimermi più sull’argomento, le mie idee le ho già espresse più volte da tre anni a questa parte ma vedo che non vengono colte. D’ora in avanti su questi temi tacerò».

Non vuole ritornare sulle questioni che lo hanno portato a scontrarsi con il Gruppo di discontinuità, don Evandro Gherardi, dopo le polemiche innescate dalle sue frasi scritte su Facebook.

Il battibecco si era generato a seguito di una lettera pubblicata dai fondatori del gruppo in occasione della Giornata in memoria delle vittime di mafia, nella quale Paolo Monica e Lorella Galli sollecitavano il parroco a chiarire la propria posizione sullo scioglimento del Comune di Brescello dopo aver letto le sue dichiarazioni rilasciate a Giovanni Tizian in un’inchiesta dell’Espresso: «Lo scioglimento del Comune ha spaccato la comunità e anche i miei parrocchiani. Divisi dalle tensioni e da attriti scaturiti dopo le dimissioni dell’ex sindaco». Dopo essere stato chiamato in causa, don Gherardi ha replicato scrivendo: «Credo di non aver percorso la strada dell’indifferenza e del silenzio. La mafia va combattuta, senza nessuna remora. Le vittime della mafia sono i veri eroi del nostro tempo. Riaffermo la mia idea che Brescello non è in scacco della mafia. Riaffermo la mia impressione che ci sia un disegno per far pagare a Brescello le colpe di tutti».

E a chi ha replicato al suo commento, don Evandro ha risposto che “Certo Brescello pagherà le sue colpe. Vorrei sapere quali sono...». Nella giornata di mercoledì, Monica e la Galli hanno rivolto una nuova lunga lettera al parroco (sollecitandolo a riconoscere la presenza della mafia in paese) il quale ha preso atto rispondendo che «dopo questa sentenza, non c’è più spazio per la discussione».

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