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E ora è Vinci a querelare Vecchi

E ora è Vinci a querelare Vecchi

Il leghista presenta denuncia per diffamazione. Il sindaco: «Noi andiamo dritti per la nostra strada»

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REGGIO EMILIA. «Quando si supera il segno, quando si rappresenta una istituzione locale e ci si permette di additare pubblicamente un cittadino con le parole sconvolgenti di: “esplicito razzismo”, “inaudita violenza”, “odio”, quando si dichiara che lo si denuncia dando la pratica all’ufficio legale del Comune, quindi a spese di tutti i cittadini, additandolo come un criminale con la frase: “ci si vede in tribunale”, si va ben oltre il normale scontro politico e la condotta va moralmente e legalmente censurata. Preciso, questa volta ho denunciato io. #noinonabbiamopaura #cisivedeintribunale». Ora è Vinci a querelare Vecchi. E il duello politico-giudiziario tra il sindaco e il neo-deputato del Carroccio si arricchisce di una nuova denuncia.

Il caso è scoppiato domenica pomeriggio alle 15.34, quando il parlamentare leghista, capogruppo in Sala Tricolore e segretario emiliano della Lega, di ritorno da Roma pubblica su Facebook un post con la foto di un manifesto di #viacassoliuno, il nuovo spazio culturale per giovani inaugurato nei locali dell’ex sala slot posta sotto sequestro dall’amministrazione.

Nel manifesto fotografato da Vinci c’è il volto in primo piano di Aida Aicha Bodian, originaria del Senegal, fondatrice e presidente di Roots Evolution, una delle dieci associazioni che hanno risposto al bando per la gestione del nuovo spazio: «Tornato a Reggio – scriveva Vinci – vedo sempre tutelati gli interessi dei giovani, reggiani? Quando si tutelano le minoranze per farle diventare maggioranze, qualcosa non funziona e va cambiato». Fra i commenti sotto il post, non mancano frasi dal tenore xenofobo. E, per il sindaco Vecchi, quello di Vinci viene giudicato «un atto di inaudita violenza, di esplicito razzismo nei confronti di una persona, di una nostra giovane concittadina, reggiana e italiana».

È proprio per questo motivo che, sempre su Facebook, Vecchi annuncia a stretto giro l’intenzione di presentare una denuncia, dando mandato all’Ufficio legale del Comune e lanciando la campagna #iostoconAida, alla quale non sono mancate adesioni da parte di associazioni e membri della società civile: «Aida è una di noi, a lei va la mia e la nostra solidarietà – scriveva Vecchi domenica notte alle 23.06 – E con chi ha deciso di insultare ci si vede in tribunale».

Un’espressione, quest’ultima, ripetuta ieri a parti invertite dal neo-parlamentare del Carroccio, a sua volta nei giorni scorsi al centro di una campagna di solidarietà da parte leghisti, che sempre attraverso la sua pagina Facebook ha fatto sapere di aver presentato una querela per diffamazione nei confronti del sindaco, allegando l’immagine di un dettaglio della denuncia e spostando nuovamente la questione dalle stanze della politica alle aule del tribunale. Appresa la notizia della denuncia di Vinci, il sindaco ha quindi immediatamente scritto su Facebook un nuovo post di replica, pubblicando un’immagine del parlamentare leghista in tangenziale con il trattore, durante una iniziativa della campagna elettorale per le amministrative del 2014: «All’onorevole Vinci che annuncia di avermi denunciato ho una sola cosa da dire: noi andiamo dritti per la nostra strada – scrive il sindaco – Non mi abbasserò mai al suo livello. La dignità della persona non si calpesta, in alcun modo; e non posterò, oggi come alcuni giorni fa, il cartellone di #viacassoli1 a proposito di questa polemica, perché quei ragazzi, Aida e tutti gli altri, non si buttano in pasto ai razzisti».

Per Vecchi, «non si fanno post mettendo direttamente alla gogna una ragazza italiana, scatenando sul web una ridda di insulti biechi e vergognosi, portando gruppi di estrema destra a rinfocolare le catene d'odio sui social. La città ha capito benissimo qual è la battaglia, che non è nemmeno politica: ci sono questioni di civiltà di fronte alle quali un sindaco ha il dovere di non tacere, davanti alla barbarie. Visto che nei prossimi mesi frequenterà il Parlamento, consigliamo al neo onorevole di leggere la Costituzione, all’articolo 3. Se gli servono ripetizioni sulla Carta fondamentale siamo qua a disposizione, con tutta la pazienza che serve perché gli entrino in testa i principi fondamentali della nostra democrazia. Buon viaggio. #iostoconaida». (e.spa.)

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