Il Pd fa quadrato: «Al fianco di Vecchi»
Cattani, segretario cittadino: «Dalle opposizioni solo sparate insulse. I reggiani silenziosi sono dalla nostra parte»
La Gazzetta di Reggio usa un termine, “comunicatificio” per descrivere l’azione delle opposizioni dopo il 4 marzo. Mi sembra un neologismo azzeccatissimo, Mina canterebbe: “parole, parole, parole”. Ne vedremo e leggeremo sempre di più di queste parole, nella battaglia politica, accompagnate da sparate insulse come quella su #viacassoliuno, molto in voga nell’era dei social, per squalificare l’azione della giunta comunale retta dal sindaco Luca Vecchi e occupare tutti gli spazi della comunicazione politica.
E il Pd locale? Perché non spara a sua volta? Perché non prende acriticamente le difese del suo sindaco? Perché non rilancia? Molto semplice: perché il Pd sa che le opposizioni non sono Reggio Emilia. Non abbiamo alcun interesse a rincorrere gli altri partiti. L’agenda non la dettano le opposizioni, la dettano le reggiane e i reggiani. Non fanno notizia 1.300 cittadini che si mettono insieme e acquistano una Pet per il nostro ospedale, mentre il Core è già attivo a tempo di record e il Mire in dirittura d’arrivo della fase che darà il via ai lavori. Un vecchio motto dice che fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce, ma se avessimo voglia di scoprire cos’è Reggio Emilia Città senza Barriere scopriremmo una realtà di persone, di famiglie, che lavorano assieme da anni contro la marginalità, con idee e progetti che fanno scuola in tutta Italia.
Tanto per stare alla sicurezza e alla partecipazione sono migliaia i reggiani coinvolti in tutto il territorio ogni settimana in decine di gruppi di vicinato e sui laboratori di quartiere: una nuova forma di civismo che vede le persone collaborare al bene comune, interessarsi della cosa pubblica, mettersi in rete e far vivere i quartieri. S’è parlato molto, questa settimana, del caso di via Cassoli 1, di un gruppo di associazioni di ragazzi che sapranno stupire la città con le loro idee e il loro protagonismo, ma a ben guardare, dalle 50 scuole aperte al pomeriggio, al progetto Rigenerazioni, sono migliaia i giovani ingaggiati sul futuro di Reggio Emilia, su una nuova città che sta nascendo.
E se per un progetto che ha strappato uno spazio al gioco d’azzardo e alla marginalità per consegnarlo ai nostri giovani, le opposizioni non riescono a notare altro che il colore della pelle di una giovane donna su uno dei manifesti che raccontano questa vittoria dei cittadini reggiani, allora il problema è delle opposizioni, non nostro. Si sono coperti di ridicolo tanto che perfino la stampa nazionale li sbeffeggia.
Vale lo stesso ragionamento per la raccolta differenziata, balzata al 74% in città nel silenzio generale mentre in centri a noi vicini si fatica ad arrivare al 30%, oppure al rinnovo della flotta di autobus cittadini e all’aumento degli abbonati e degli utenti. Cresciuti sino al 25%. Questi risultati non sono solo merito di un sindaco e della sua giunta. Sono piuttosto il frutto di una azione di ascolto che inizia da piazza Prampolini e incrocia le voci dei residenti per elaborare insieme soluzioni nuove ai problemi di ogni giorno.
Perché se è importante il Cavo Fossetta (e il sindaco giustamente si è mosso), ricordiamo che è importante l’ambiente di tutto il Comune.
Tra chi assalta il “Forte” squillando le trombe e chi invece apre le porte della politica per andare incontro ai reggiani e alle reggiane, noi scegliamo di seguire il secondo e saremo convintamente a fianco del sindaco Vecchi e della sua giunta. Non perché è del Pd, non perché renziano o di non so quale corrente, non perché si chiama Luca Vecchi. Ma perché ha capito che il valore della sanità non sono i muri né le Pet, ma i nostri professionisti e le persone che curano, una comunità reggiana che cresce, silenziosa ma inarrestabile come una foresta, tanto da costruirsi pezzi di ospedale da sola. E noi crediamo che il ruolo della politica sia incontrare e ascoltare queste persone rimuovendo gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo delle loro migliori idee e aspirazioni, non inondarle di propaganda e dichiarazioni roboanti.
Il voto del 4 marzo ci ha detto che non possiamo fare tutto da soli e che non possiamo ascoltare solo chi ha successo. In queste tre settimane abbiamo incontrato 250 iscritti in 4 assemblee (ne mancano altrettante) e ci siamo detti che vogliamo intercettare i contributi delle intelligenze che popolano la città per progettare insieme una Reggio più vivibile, più ricca, più sostenibile. Vogliamo aprire la città a chi ha sofferto in questi anni, perché includendo gli ultimi saremo sicuri di non lasciare indietro nessuno. Non giudicateci storditi solo perché non facciamo troppo rumore. Non facciamo rumore perché ascoltiamo la città e siamo già in marcia al suo fianco.
*segretario cittadino Pd
Reggio Emilia
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