In Bosnia per insegnare la cucina reggiana
Il 3 aprile partirà la spedizione “Pita e pasta di Pace”: protagoniste le allieve di “Mani in pasta”
REGGIO EMILIA. Subito dopo Pasqua, il 3 aprile, parte da Reggio una delegazione che raggiungerà la Bosnia Erzegovina per creare un ponte di solidarietà basato sulla cucina nostrana. Lo dice il titolo della spedizione: “Pita e pasta di Pace”. Il progetto, che in questo primo contatto avrà la durata di sei giorni, è promosso dal Comune nell’ambito di “Primavera senza razzismo” e dall’Iscos Emilia Romagna con il patrocinio dell’ambasciata italiana nei Balcani, la collaborazione della cooperativa Madre Teresa, del Cisl regionale e di varie associazioni.
Al centro della missione, tre donne di origini diverse (Romania, Nigeria, Bosnia) che hanno appreso l’arte dalle rezdore reggiane (dai tortelli d’erba e di zucca alle tagliatelle e, perché no, ai dolci) frequentando il laboratorio gastronomico “Mani in pasta” e ora la trasmetteranno alle abitanti di quelle regioni che sono molto vicine a noi dal punto di vista geografico ma tanto lontane per usi, abitudini, organizzazione.
Ieri in municipio la presentazione del viaggio socio-gastronomico che aprirà la strada ad altri scambi in entrambe le direzioni. L’assessore alla Città internazionale Serena Foracchia ha parlato di un dialogo per superare gli estremismi e facilitare la riconciliazione, del valore di un progetto cooperativo sociale basato sulla gastronomia.
Andrea Cortesi, direttore di Iscos, ha anticipato le caratteristiche dei luoghi in cui si svolgeranno gli incontri, teatro di terribili massacri (10mila i morti di Srebrenica nel 1995) faticosamente avviati alla normalità. Sarà dunque una festa per tutti, specie per le donne locali, un ponte di pace.
Le donne di Sarajevo restituiranno la visita nel mese di maggio e a Reggio sarà una delegazione serba per le paraolimpiadi del Tricolore a luglio.
Lisa Vezzani, vicepresidente della cooperativa sociale Madre Teresa, ha ricordato che sono state 57 le donne serbe formate dal 2011. E lì – ha spiegato Barbara Cabassi, che conduce il laboratorio Mani in pasta – imparando a fare pasta, tortelli e dolci reggiani. Ora ce ne sono altre 14 che vivono questa esperienza che può aiutarle a superare le difficoltà della vita.
Una curiosità: la Pita cos’è? Una torta salata fatta al forno, farcita di carne e verdure. Fra poco anche noi potremo sperimentarla. Al di là del sapore sarà bello sapere che può aiutare la pace. (l.v.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
