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Le intercettazioni: «Lascialo nudo, il pannolone per lui è sprecato»

«Sei una vacca, non riesci neanche più a girarti nel letto». «Ti metto la merda in bocca». «Ti butto giù dalla finestra». Il linguaggio delle operatrici sociosanitarie, lungi dalla pietas, era da...

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«Sei una vacca, non riesci neanche più a girarti nel letto». «Ti metto la merda in bocca». «Ti butto giù dalla finestra». Il linguaggio delle operatrici sociosanitarie, lungi dalla pietas, era da aguzzine, volutamente offensivo e umiliante per i degenti. Degenti che venivano lasciati nelle proprie feci e urine anche per tutta la notte, minacciati di ritorsione (la più frequente era «scrivi che non ha dormito, così gli danno le medicine e dorme fino a domani») e oggetto di umiliazioni di ogni tipo. Un paziente viene asprostofato come «bisonte»: «A te ci vogliono tre badanti maschi, sai come ti menano?». Ad un altro l’assistente ordina: «Alza la capoccia di merda... sai dove ti mando? Fuori dalla finestra... Sto stronzo di merda... ti faccio volare come Superman», «rincoglionito», «non rompere la palle». Allo stesso anziano che chiedeva aiuto, un’operatrice risponde in dialetto napoletano: «Aiuto un cazzo». L’invito era «senti che puzza di piscio c’è qui dentro. Fai due passi per favore, così se caschi almeno vai in ospedale». Rivolta alla collega che le chiedeva se lo lasciavano nudo: «Non mettergli nemmeno il pannolone, tanto per lui è sprecato». Un video riprende il degente che urla, mentre da fuori si sente la voce: «Se non ti addormenti, chiamo i carabinieri che ti arrestano».

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