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Massacra di botte la moglie, denunciato

Massacra di botte la moglie, denunciato

San Polo, picchia anche la figlia di tre anni e la manda in ospedale. Il 29enne ora dovrà stare lontano dalla sua famiglia

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SAN POLO. Ogni volta che alzava il gomito erano botte. Per lei, sua moglie, e per la loro bambina di nemmeno tre anni che una volta è addirittura finita in ospedale. Un altro caso di violenza in famiglia, un altro uomo che si trasforma in mostro perché beve e non riesce più a controllare né emozioni né reazioni.

Secondo le indagini dei carabinieri di San Polo, la donna, 24 anni, di Reggio Emilia, per oltre quattro anni ha dovuto subire violenze psicologiche, oltreché fisiche, botte, insulti e minacce di morte ogni volta che il marito, 29 anni, perdeva la testa. Spesso le sfuriate che ogni volta finivano con un pestaggio avvenivano davanti agli occhi della figlia.

Fino al momento nel quale, alcune settimane fa, la donna ha trovato il coraggio di denunciare ai carabinieri di San Polo l’inferno nel quale viveva, compiendo così il primo passo per salvare se stessa e la sua bambina.

Secondo le indagini avviate dai carabinieri, alla base degli accessi d’ira dell’uomo, che si verificavano regolarmente quando beveva, c’era una gelosia incontrollata che sfociava regolarmente prima in liti furibonde poi in un massacro. Ogni pestaggio, ogni minaccia è finito nella lunga denuncia presentata ai militari della stazione che dopo una serie di verifiche hanno denunciato il 29enne originario di Torino, alla procura della Repubblica per i reati di maltrattamenti in famiglia continuati e lesioni personali aggravate ai danni della consorte e della figlia.

Il sostituto procuratore che ha preso in carico l’indagine ha condiviso le risultanze investigative i e ha chiesto e ottenuto dal gip del tribunale, l’applicazione, nei confronti dell’uomo, della misura cautelare del divieto di avvicinamento, con l’obbligo di mantenere una distanza di almeno 500 metri dall’abitazione della sua famiglia e di allontanarsi immediatamente in caso di incontro occasionale.

Pesanti come macigni le contestazioni mosse all’uomo e contenute nel provvedimento di allontanamento.

Secondo investigatori e magistrato i maltrattamenti sarebbero iniziati a partire dal 2014 e da lì in poi la situazione sarebbe via via degenerata. Forse per l’alcol, forse per le difficoltà sempre più evidenti nella coppia, l’uomo avrebbe iniziato a picchiare regolarmente la moglie anche per un nonnulla: schiaffi in faccia, cazzotti sulla schiena, in un’occasione l’avrebbe addirittura presa a calci e pugni dappertutto fino a strapparle il piercing dal polso. Non mancavano nemmeno le minacce di morte e negli ultimi mesi aveva sequestrata in casa la moglie e non le permetteva di uscire da sola.

Alla bambina non riservava un trattamento molto diverso: tante le sculacciate anche senza motivo e una notte l’ha colpita violentemente su tutto il corpo perché la piccola non voleva addormentarsi. Spesso, infine, la bimba era costretta ad assistere alle violenze sulla mamma. Un inferno dal quale ora madre e bimba possono fuggire.

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