Auguri ad Aida e Gianluca
di Stefano Scansani
L'editoriale del direttore della Gazzetta di Reggio Stefano Scansani
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REGGIO EMILIA. “Tornato a Reggio vedo sempre tutelati gli interessi dei giovani, reggiani? Quando si tutelano le minoranze per farle diventare maggioranze, qualcosa non funziona e va cambiato!”.
Gianluca Vinci
Tornato da dove? Affidando a Facebook questo commento il novello onorevole leghista reggiano Gianluca Vinci sembra essere stato lontano dalla nostra città per un qualche decennio. In verità è stato assente per qualche giorno, e fa il sorpreso. Ma che crede, che con lui deputato il problema della migrazione s’attenui, che con lui onorevole il Comune di Reggio smagrisca le sue iniziative per l’integrazione?
Il detonatore del post di Vinci è il manifesto che annuncia l’apertura dello spazio culturale per giovani #viacassoliuno, che l’amministrazione ha voluto insediare significativamente in un’ex sala slot. E, ancora di più, per Vinci dovrebbe essere stato inquietante avvistare sul manifesto il volto di Aida Aicha Bodian, ragazza di origini senegalesi e cittadina italiana, che fa da testimonial.
Sono poi capitate due cose. Il solito bombardamento a grappolo sui social: commenti irripetibili, bestiali, insensati, nano-politici nei confronti di #viacassoliuno; razzisti diretti ad Aida. Il sindaco Pd di Reggio Luca Vecchi ha annunciato che porterà Vinci in Tribunale per istigazione all’odio razziale o diffamazione. E l’altro ieri il deputato leghista ha provveduto a controquerelare il primo cittadino per diffamazione: razzista chi? La questione sta prendendo una piega d’alta politica.
Se ogni volta che tornerà da Roma Vinci – radioso e forgiato dall’aula di Montecitorio - cercherà inversioni a Reggio, resterà deluso. Per molti motivi. Sappia che quello migratorio è un processo lungo, lunghissimo, per il quale la sua elezione romana e l’amministrazione locale poco o nulla possono. Quello migratorio è un fenomeno che in Italia è disciplinato dal Regolamento di Dublino (sottoscritto con Maroni al Governo) e dalla Legge 189 (conosciuta come Bossi-Fini). Maroni e Fini, do you remember?
Prima e oltre a essere deputato, Vinci è pure avvocato. Sa dunque qual è il reticolo giuridico che riguarda l’immigrazione, gli immigrati, le irregolarità, gli illeciti e l’amministrazione della giustizia. Di conseguenza farebbe benissimo in occasione dei suoi ritorni a Reggio a portarci una qualche novità di legge che modifichi il quadro. Cioè non si lamenti dei manifesti, perché ora lui è deputato.
Deputato a rappresentarci tutti e a partecipare alla costruzione delle norme da cui dipendono i Comuni, quello di Reggio Emilia compreso. Si faccia promotore di una proposta di legge, ne sia primo firmatario. Ci porti un testo, illustri ai cittadini (tutti) qual è il suo piano di attività. Ha un’idea di come far restare minoranze le minoranze (capovolgo la sua costruzione concettuale) e tutelare i giovani reggiani? Solo bianchi?
Tra l’altro il giorno nel quale Vinci ha pubblicato il suo commento, era la domenica delle Palme. Il lunedì successivo il vescovo di Reggio Emilia visitava le ex Reggiane e vi celebrava messa. Credo sia stato un atto di misericordia, testimonianza e sveglia. Le parole di Massimo Camisasca: “Che tristezza… Desidero che venga trovata una soluzione”. Che non può essere la ruspa salviniana, perché lo stesso Salvini in campagna elettorale, in piazza Duomo a Milano, ha esibito fede, speranza e civiltà mostrando rosario e costituzione.
Cioè ha ingerito nella Lega una coppia di virtù teologali e il fondamento della Repubblica. Se lo tenga in mente.
Facebook piace ai politici perché è economico, è facile all’uso, sommuove gli amici, non sortisce un serio contraddittorio, eccita con un clic. Giovedì ancora Vinci ha aderito all’atto di fede di Salvini scrivendo questo auspicio: “Buon Giovedì Santo a tutti, importante per ricordarci le nostre radici cristiane”. Questa attività politico-augurale ha conseguito solo in quel giorno 150 like, cioé “mi piace”.
Ecco, ricordiamo le radici cristiane. Ma anche i principi cristiani non ogni tanto. Buona Pasqua a tutti, a Gianluca Vinci e a Aida Aicha Bodian.
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