Coopselios sospende sette operatrici
Chiericati dell’Ausl: «Abbiamo chiesto chiarimenti: al momento attendono di conoscere gli altri nomi per intervenire»
CORREGGIO. Sei operatrici sospese. Lo comunica Coopselios in una nota, all’indomani dell’inchiesta che sta provocando sdegno e rabbia a Correggio e non solo.
«Alla luce delle informazioni raccolte in queste ore – scrivono in una nota dalla cooperativa – Coopselios ha inviato notifica di sospensione cautelare dal servizio a sei operatrici. Sono le sole su cui l’autorità giudiziaria ha attualmente elementi certi relativi ai maltrattamenti per i quali sono indagate, e le sole sulle quali Coopselios ha la possibilità di intervenire».
«La cooperativa sta definendo azioni tese a rigenerare il servizio e riguadagnare la fiducia del territorio, sempre salvaguardando il benessere degli anziani ospiti della struttura e la professionalità dei suoi lavoratori – aggiunge –. Nel frattempo sono state già attivate iniziative concrete, come ad esempio il sostegno psicologico delle famiglie e degli operatori, il rinforzo del presidio da parte di personale infermieristico ed assistenziale nelle ore diurne e notturne».
A spiegare, intanto, cosa accade invece alle altre sette persone finite nel registro degli indagati è Eva Chiericati, direttore amministrativo dell’Ausl.
«Da quello che ci hanno detto sappiamo che le sei indagate colpite da provvedimenti restrittivi, di cui quattro erano in servizio e due assenti per infortunio e maternità, hanno avuto un provvedimento di sospensione. Delle altre sette ci hanno detto di non avere i nomi. Una l’hanno riconosciuta dal video circolato e per lei è stata adottato un provvedimento di sospensione cautelare. Ora attendono di conoscere i nomi delle altre per emettere lo stesso provvedimento».
Dall’Ausl non nascondono lo sconcerto per quanto l’inchiesta ha disvelato sin qui della struttura di Correggio.
«Noi siamo rimasti sconvolti, è una situazione che non avremmo mai immaginato. Non ne avevamo nessun sentore, mai una chiacchiera. Un vero fulmine a ciel sereno, soprattutto da questa struttura: per noi aveva sempre operato in modo corretto – prosegue la Chiericati –. Abbiamo chiesto alla struttura una relazione, che ci dica quello che intende fare per cercare di sistemare la situazione. Noi ci teniamo a una assistenza di qualità, vogliamo continuare a farlo e soprattutto ora che gli animi sono scossi abbiamo chiesto garanzie».
La struttura è di proprietà del Comune di Correggio, in gestione a Coopselios con accreditamento regionale per 47 posti letto. «Significa che deve seguire norme e criteri, di sicurezza e per l’assistenza sanitaria – prosegue la Chiericati –.Vuole dire che assume direttamente il personale, ma noi abbiamo compiti autorizzativi e ispettivi». Ispezioni che per la casa di riposto in questione sono piuttosto recenti. «Una verifica a sorpresa c’è stata appena lo scorso 26 marzo–- dichiara la Chiericati – e non ha rilevato inottemperanze, la situazione era sotto controllo secondo i parametri andati a verificare. Sono quelli che si controllano. Ovviamente non è possibile verificare i comportamenti. Purtroppo quelli si fa fatica a vederli».
«Noi ora siamo con le mani legate, non avendo la gestione diretta: non possiamo fare più di tanto, ma sicuramente pretendere che adottino i comportamenti migliorativi necessari» conclude la dirigente della direzione amministrativa dell’Ausl.
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