«Mia madre ferita solo per malvagità»
Parla l’uomo che ha denunciato i maltrattamenti nel centro
CORREGGIO. «L’ho riconosciuta quell’infermiera, dai video delle forze dell’ordine. Li ho guardati e l’ho vista. Era quella che assisteva anche mia madre, sempre arrabbiata, sempre scortese. Troppo maleducata».
L’uomo che racconta, e del quale non si farà il nome, ora è al mare con la sua famiglia per trascorrere le vacanze di Pasqua. Ma l’ultimo anno per lui è stato difficile: la morte della madre, in aprile, ricoverata nel Centro anziani di via Mandriolo Superiore per due anni e prima l’ansia e l’impotenza per quei segni sul corpo della donna che il figlio spesso scopriva scontrandosi puntualmente contro un muro di gomma quando chiedeva spiegazioni.
«Omertà» l’ha chiamata il 55enne di Correggio, tra i pochi ad avere avuto il coraggio di denunciare ai carabinieri, mettendo nero su bianco, i maltrattamenti subiti dagli anziani ospiti della casa protetta, a partire da sua mamma.
«Mi fa piacere che ora i carabinieri siano arrivati a trovare il bandolo – dice – e che siano entrati in azione. Perché la situazione era insostenibile». La sua denuncia è di un anno fa, poi le intercettazioni, i video registrati, i pezzi del puzzle dell’indagine che via via sono andati a comporre un quadro inquietante. «Per due volte – racconta – ho trovato mia madre con dei lividi strani: la prima volta al collo e a un braccio, la seconda aveva addirittura una ferita al naso. Impossibile se la fosse fatta da sola. Eppure ogni volta che ho chiesto spiegazioni al personale mi è stato detto che aveva sbattuto o che era stata ferita da un altro paziente agitato oppure che aveva perso l’equilibrio. Tutte falsità ovviamente». Ma l’ha scoperto solo dopo.
Poi un giorno è accaduto qualcosa che non poteva essere previsto: uno degli operatori ha parlato. Ha raccontato degli insulti, degli sgarbi, delle botte che i pazienti subivano e della grande paura che avevano.
«Mia madre, a suo modo, qualche volta mi ha detto che la picchiavano ma era difficile capire se fosse vero. Per fortuna che al centro – prosegue – c’erano anche operatori che usavano il cuore e la compassione verso gli anziani e sono stati loro i primi a denunciare quell’orrore. Solo dopo sono stato chiamato anche io dalla forze dell’ordine e ho fatto denuncia».
Un particolare, tra le tante cose terribili che ha visto in quei due anni in via Mandriolo Superiore, ha lasciato il 55enne sotto shock: «Il fatto che trattassero male i degenti – conclude – solo per cattiveria. Mai hanno agito, per esempio, per rubare qualcosa che appartenesse ai ricoverati. Le loro aggressioni nascevano solo da frustrazione e malvagità».(c.o.)
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