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Ospizio degli orrori, Coopselios cambia l'intero personale

di Ambra Prati
Ospizio degli orrori, Coopselios cambia l'intero personale

L'annuncio durante una riunione affollata e tesa. Via anche la dirigente. Intanto un infermiere in più di notte

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CORREGGIO. Repulisti generale. Cambio completo di tutte le operatrici socio-sanitarie della struttura (una ventina), sostituzione della dirigente 34enne che avrebbe saputo e taciuto: questo tra qualche settimana. E, nel frattempo, uno sportello psicologico per familiari e addetti e la presenza di un infermiere (prima assente) durante il turno di notte.

Sono le iniziative annunciate da Coopselios, l’ente gestore della Casa Anziani Correggio di via Mandriolo Superiore, finita nell’occhio del ciclone dopo che è stato reso noto l’esito dell’inchiesta della procura: pugni, ingiurie, anziani lasciati nudi tra feci e urine per ore.

Ospizio degli orrori, le immagini delle telecamere nascoste

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L’INDAGINE. Ricordiamo che, in seguito a due denunce presentate dai familiari (il figlio di una 97enne e la figlia di un 83enne) che sospettavano abusi sui loro cari, nell’aprile 2017 era partita l’indagine dei carabinieri coordinati dal pm Maria Rita Pantani.

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 L’installazione delle telecamere, per tre mesi in due stanze, hanno fatto finire nel registro degli indagati sei operatrici socio-sanitarie, due italiane e quattro straniere, accusate di maltrattamenti gravissimi (con le aggravanti dei fatti commessi su infermi e in pubblico servizio) e sospese dalla professione (due per un anno, quattro per sei mesi).

Indagate ma senza nessun provvedimento altre sette colleghe. La dirigente, una 34enne di Carpi residente a Reggio, è finita sotto accusa per omissione di atti d’ufficio, per aver insabbiato gli episodi segnalati anche da addette corrette. Le sei operatrici indagate sono difese dall’avvocato Sabrina Ori e l’interrogatorio di garanzia si svolgerà martedì.

Il comandante dell'Arma: "Anziani trattati in modo meschino"

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LA RIUNIONE. Quella svoltasi ieri mattina, all’interno della casa protetta di Correggio, è stata una assemblea molto partecipata: una cinquantina i familiari presenti, quasi tutti considerando che la casa protetta ha 47 posti letto (dei quali 40 convenzionati con l’Ausl). Un pubblico di parenti attenti, che hanno posto tante domande, e a tratti infuriati. Non sono mancati i momenti di tensione, nel corso della seduta fiume durata dalle 10 alle 13, con i parenti che hanno chiesto le dimissioni dei vertici di Coopselios.

Il sindaco Malavasi: "Chiediamo a Coopselios che allontani tutti i coinvolti"

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Al tavolo hanno parlato il sindaco di Correggio Ilenia Malavasi; per l’Ausl le dottoresse Elisabetta Negri di Reggio Emilia e Giuliana Turci del distretto di Correggio; per Coopselios il presidente Giovanni Umberto Calabresi, il direttore generale Raul Cavalli e il responsabile dell’Area 2 Sauro Paganelli.

LE SCELTE. Hanno annunciato una serie di iniziative, che in realtà erano state concordate in precedenza durante un incontro, dal sapore della resa dei conti, tra Comune (proprietario dell’immobile e affidataria della gestione, dal 1997 in mano a Coopselios), Ausl e gestore. L’annuncio principe è che a Correggio saranno sostituite tutte le operatrici socio-sanitarie: oltre alle sei allontanate, cambierà l’intero parco addette, che si presume saranno trasferite altrove.

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Via anche la dirigente 34enne. Già da ieri, hanno dichiarato le autorità, in attesa che il nuovo organigramma diventi operativo, è stato rafforzato il turno notturno inserendo un infermiere dalle 22 alle 6. Già aperto anche uno sportello psicologico per supportare sia i familiari sia il personale interno e aiutarli a gestire la preoccupazione che il clamore mediatico ha generato.

A breve sarà poi istituito un tavolo di lavoro, una sorta di commissione di monitoraggio, composta anche dai familiari.

IL SINDACO. «È una decisione molto forte, che Coopselios ha proposto ed è stata condivisa. Non ci può essere, rispetto a chi resta al lavoro, nessun margine di dubbio o di sospetto – ha commentato il sindaco Ilenia Malavasi – Gli errori non sono stati fatti da tutti, ma il rischio che si possa generalizzare è alto. La scelta non significa condannare anche chi non c’entra: è una misura di tutela sia per gli operatori, che devono lavorare in serenità, sia per i familiari, che devono potersi fidare. La struttura deve tornare ad essere autorevole e credibile».

L’INCONTRO PUBBLICO. Il Comune di Correggio, intanto, invita i cittadini a partecipare alla Commissione consigliare sicurezza sociale e sanità, convocata per giovedì 5 aprile alle 18 in municipio, in cui si parlerà del caso casa di riposo comunale, con sindaco, Ausl e gestore.


 

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