Accoltellato per motivi di spaccio
Identificato l’aggressore: è un 24enne del Mali, noto pusher della stazione, ricercato per lesioni gravi
REGGIO EMILIA. È stato identificato l’accoltellatore delle ex Reggiane: è un 24enne del Mali, in Italia senza fissa dimora, resosi irreperibile dopo il grave episodio di sabato scorso. Il riserbo sulla sua identità è massimo perché la caccia all’uomo è ancora aperta: i carabinieri dell’Aliquota Operativa del comando provinciale di Reggio lo stanno cercando in tutta la provincia e le sue generalità sono state diramate anche fuori regione, nell’eventualità che il giovane ricercato possa essersi allontanato dalla nostra città, diventata per lui terreno che scotta.
Al 24enne i carabinieri sono risaliti una volta appurato che l’accoltellamento era da ricondurre a contrasti per la gestione della piazza di spaccio.
Assodato che il movente erano gli “affari” legati alla droga, i carabinieri non hanno fatto altro che scandagliare i pusher stranieri operanti nella zona delle ex Reggiane e dintorni.
La rosa dei sospetti si è ristretta ulteriormente quando i militari hanno appreso che l’aggressore era un soggetto già noto: uno spacciatore che frequentava abitualmente la zona della stazione storica. L’analisi delle telecamere della stazione e le foto segnaletiche del maliano 24enne, riconosciuto da più persone, hanno fornito definitivi riscontri sulla sua responsabilità.
Ora gli uomini del colonello Antonino Buda non resta che acciuffarlo. Impresa non scontata; per questo motivo i carabinieri stanno scandagliando il sottobosco dell’ambiente dei piccoli pusher e i luoghi dove gli irregolari trovano abitualmente riparo.
Al momento il 24enne è ricercato per il reato di lesioni gravissime; non di tentato omicidio poiché, secondo i referti medici, i colpi inferti all’addome non erano tali da mettere in pericolo la vita della vittima, il 20enne del Gambia che si trova tuttora ricoverato in Rianimazione all’ospedale, con prognosi riservata.
L’episodio si era verificato nella tarda mattinata del 24 marzo scorso, quando un operaio che stava svolgendo lavori nel parcheggio di via Agosti aveva allertato il 112 segnalando urla, sangue e un parapiglia tra tre stranieri. Al loro arrivo, i carabinieri di Santa Croce avevano trovato un giovane riverso a terra con diverse ferite da arma da taglio (la vittima 20enne) e un suo amico di 22 anni con una ferita al pollice, che si era procurato mentre tentava di fermare con la mano l’arma dell’aggressore.
Quest’ultimo è riuscito a volatilizzarsi. Sul posto era rimasto il coltello insanguinato, analizzato dal Ris di Parma.
La vicenda, avvenuta per l’ennesima volta nella “terra di nessuno” e degli ultimi (ricordiamo nel febbraio scorso la morte sotto il porticato del Csi del 32enne marocchino Fouad Loubane, detto “Fufu”, musicista e artista senzatetto che da anni dormiva alle ex Reggiane), aveva spinto il Vescovo Massimo Camisasca a celebrare lunedì scorso la messa all’interno dei capannoni diroccati delle Reggiane.
Ambra Prati
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