Gazzetta di Reggio

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“Città Migrante”, un anno d’integrazione

di Nicole Nasi
“Città Migrante”, un anno d’integrazione

L’associazione, con sede nella stazione di Santa Croce, lancia un appello: «Ma ora servono fondi» 

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REGGIO EMILIA. L’impegno di Reggio Emilia per il sociale continua ad essere sempre più intenso e ad evolversi. Questa volta si tratta dell’associazione Città Migrante, composta da cittadini di origine straniera ed italiana che insieme vogliono promuovere la cultura dell’accoglienza e favorire nuove forme di interazione, che sta portando avanti un progetto presso la nuova sede all’interno della stazione cittadina di Santa Croce. Oggi infatti il luogo si è trasformato in una vera e propria aula di dibattito, incontro, confronto e scambio di idee e opinioni così da sancire il suo passaggio da associazione a spazio sociale. Questo progresso è stato possibile grazie al contributo di molti cittadini che hanno creduto fermamente nei giovani stranieri e collaboratori fin da quando Città Migrante arrivò alla stazione, vincendo una manifestazione di interesse con un conseguente atto delle Ferrovie Emilia Romagna. A seguito della ristrutturazione, della manutenzione e della gestione dello stabile, hanno preso forma iniziative quali due scuole di italiano, “Cucine senza frontiere” e proiezioni di film riscuotendo tutte quante enorme successo.

È proprio grazie alla voglia di mettersi in gioco ed abbattere i muri del pregiudizio che a distanza di un anno la stazione ha potuto festeggiare il suo primo compleanno guardando al futuro con entusiasmo. Il dibattito pubblico sulla questione migranti è oramai centrale a Reggio Emilia. I nuovi cittadini hanno deciso di affrontare la situazione direttamente costruendosi una vita dignitosa e volendosi inserire nella comunità, come è accaduto nello stesso quartiere di Santa Croce. Purtroppo tutto ciò non è ancora abbastanza per contrastare fenomeni xenofobi ed è qui che entrano in gioco i reggiani prendendo parte alle iniziative organizzate da Città Migrante cercando di coinvolgere il maggior numero possibile di persone. Solamente le due scuole di italiano, infatti, permettono di mettere in relazione culture differenti avendo occasione di imparare gli uni dagli altri; anche lo sportello d’ascolto diventa strumento per conoscere diritti, doveri e per raccontare storie di vita. Lo spazio sociale si considera come una grande, numerosa e bella famiglia, ma come in tutte le famiglie oggi ci sono delle spese da affrontare. I lavori di recupero e di ripristino, soprattutto per la messa in sicurezza degli ambienti, la luce, il riscaldamento e l’acqua, per rendere il luogo accogliente e funzionale per tutti, richiedono molti soldi. Città Migrante affronta questa sfida quotidianamente attraverso il lavoro collettivo e il contributo di tante persone per continuare la missione di dialogo in modo tale da sconfiggere la paura dello straniero e scegliere il lato umano troppo spesso dimenticato.

Nonostante tutto ciò i fondi non sono sufficienti per riuscire ad andare avanti ed è per questo che l’associazione fa appello al buon cuore di tutti i reggiani. La cifra che viene richiesta è di 5000 euro che permetterà, a coloro che si dedicano al sociale e all’integrazione, di coprire i costi onerosi di utenze e manodopera, in primis la riverniciatura di gran parte delle mura interne deteriorate dall’umidità. L’associazione ribadisce fermamente che i soldi dei lavori e delle manutenzioni saranno un investimento per il bene non solo dei cittadini stranieri ma degli stessi reggiani che avranno la possibilità di imparare, capire e mettersi dalla parte del migrante, o come preferiscono dire «dalla parte della persona umana».



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