I familiari: «Una scelta doverosa»
Le reazioni dopo l’incontro di ieri: «Lo sportello psicologico? Ora pare ridicolo»
CORREGGIO. «Lo sportello psicologico? Con il senno di poi l’iniziativa mi pare ridicola. L’importante è che si faccia pulizia. Coopselios pensi a fare controlli a sorpresa di notte, quando non c’è nessuno, e pensi ad una selezione accurata e ad una formazione adeguata del personale che si occupa dei nostri anziani». È tranchant il giudizio di Paolo Reggiani, il figlio della degente 97enne colpita con un pugno al volto e in seguito deceduta (per cause naturali) in ospedale.
Reggiani è stato il primo familiare a sporgere denuncia sui sospetti maltrattamenti, dando avvio all’indagine nell’aprile 2017, e ci tiene a fare un ringraziamento particolare al comandante dei carabinieri della stazione di Correggio. «Anzitutto vorrei esprimere gratitudine al luogotenente Antonio Fanelli, perché è anche grazie al suo intuito se siamo arrivati a scoperchiare questa terribile realtà».
Reggiani ieri non ha partecipato all’affollata riunione alla casa protetta di via Mandriolo Superiore perché fuori Reggio in occasione delle vacanze pasquali. Quando ha appreso della decisione di cambiare l’intero personale, Reggiani ha commentato: «Se è realmente così sono contento e soddisfatto, spero sia fatta giustizia. Per mia madre poveretta è troppo tardi, ma per i numerosi familiari degli anziani ospitati nella struttura credo sia doveroso. Significa che, per quanto mi riguarda, ne è valsa la pena». Secondo Reggiani il nodo rimane il personale. «Assistere malati non autosufficienti è un lavoro pesante e molto delicato, che pochi sono disposti a svolgere. L’augurio è che non ci si affidi a persone che svolgono la professione di operatrici solo per motivi economici, senza averne l’attitudine».
Era invece presente all’assemblea Francesca Fiorilli, figlia di una ottantenne tuttora degente a Correggio da otto anni. «Il cambio di tutto il personale? Come è giusto che sia. Noi parenti vigileremo su quello che accadrà dalla prossima settimana: io mi aspetto che la svolta sia attuata in tempi brevi, che non si facciano passare più di pochi giorni, perché anche se dal punto di vista organizzativo non dev’essere semplice, i gestori devono darsi da fare: noi familiari siamo amareggiati e delusi».
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