Nuova vita per l’ex Maska: presto diventerà uno store
E' stata acquisita dalla famiglia Pifferi, imprenditori delle ceramiche I lavori di recupero sono già partiti. Il sindaco: «Un’area sottratta al degrado»
SCANDIANO. Nuova vita per l’enorme ex sede della Maska, destinata a diventare sede logistica e commerciale di una ceramica. Nelle settimane scorse sono iniziati i lavorati di ristrutturazione del vastissimo ed ormai fatiscente complesso industriale di via Contarella, nel cuore dell’omonimo quartiere industriale scandianese.
La Maska era una conosciutissima azienda di abbigliamento fallita nel 2004, con un collasso che costò il posto di lavoro a oltre cento persone e le cui conseguenze giudiziarie sono ancora in corso.
L’area di pertinenza della sede è di 16.584 metri quadrati complessivi interamente recintati, di cui circa la metà (8.715 metri quadri) già edificati, fra magazzini, capannoni, uffici e servizi. L’area è inoltre già urbanizzata completamente, con collegamenti stradali e forniture. Negli anni passati, mentre le prime aste andavano deserte, è stata al centro di vandalismi, di saccheggi ed era stata indicata in alcune occasioni come il rifugio utilizzato da diverse persone per la notte nei mesi freddi.
Una situazione che aveva generato anche diverse polemiche. Adesso, l’ex Maska avrà un futuro grazie agli investimenti della famiglia Pifferi, storico nucleo di imprenditori del settore ceramico, attivi sia nel versante sassolese (da dove provengono) sia in quello reggiano. Uno degli esponenti della famiglia Pifferi ha rilevato l’area ed intende usarla come vetrina espositiva per i propri prodotti, in particolare per i materiali realizzati con tecnologie avanzate nella ceramica Nuovo Corso di Onfiano di Carpineti, l’ex Dual, rilevata alcuni anni fa.
L’intervento potrebbe essere prezioso anche per ridare energia a una zona in cui hanno casa tante realtà produttive e tanti studi professionali, ma che comunque ha pagato un conto doloroso agli anni delle sofferenze economiche.
Inoltre, seguendo le indicazioni che quasi tutte le amministrazioni pubbliche del distretto ceramico stanno tentando di seguire, sarà un’operazione senza consumo di nuovo suolo, completata ristrutturando complessi già esistenti, e, anzi, bisognosi di ammodernamenti.
«Ho visitato il cantiere di ristrutturazione – racconta il sindaco Alessio Mammi, che torna al periodo delle polemiche – Ricordo ancora quando dovetti intervenire a smentire la voce diffusa da qualche “professionista della paura”, tra cui esponenti politici, che qui sarebbe sorto un campo profughi. Sono molto soddisfatto del lavoro che si sta facendo e voglio fin da ora ringraziare di cuore l'impresa artefice di tutto questo splendido intervento». (adr.ar.)
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