Un 45enne reggiano nei guai a Prato per una estorsione
REGGIO EMILIA. È di nuovo finito nei guai Giovanni Minarchi, 45 anni, nato a Isola Capo Rizzuto (Crotone) nel 1973 e residente a Reggio Emilia. Minarchi – già condannato nel 2008 in Appello a 9 anni...
REGGIO EMILIA. È di nuovo finito nei guai Giovanni Minarchi, 45 anni, nato a Isola Capo Rizzuto (Crotone) nel 1973 e residente a Reggio Emilia. Minarchi – già condannato nel 2008 in Appello a 9 anni e mezzo per il tentato omicidio di un egiziano a Marmirolo il 7 novembre 2006 – è accusato dalla Procura di Prato, insieme ad altri cinque calabresi, di estorsione ai danni di un ex bancario senese di Prato.
Il principale indagato è Vincenzo Marchio, imprenditore edile al quale si rivolge l’ex bancario per un “recupero crediti”: secondo il bancario un pregiudicato milanese gli deve 120mila euro e chiede a Marchio di aiutarlo. Il gruppo lascia intendere di essere vicino ad alcune famiglie della ’ndrangheta calabrese. Marchio e tre complici – Giovanni Minarchi, Marco Giardino e Rocco Marchio, originari di Isola Capo Rizzuto – comunicano al bancario che l’opera di convincimento sul milanese ha avuto successo e chiedono 80mila euro per l’intermediazione. Il bancario rifiuta, ma i quattro si insediano in casa sua, imponendogli per un paio di giorni la loro presenza, lo seguono e lo minacciano. Alla fine riescono a estorcere 80mila euro con due bonifici sul conto corrente di una testa di legno. I soldi poi vengono divisi sui conti degli indagati in Toscana, Emilia e Calabria. Anche la moglie di Minarchi, Marianna Martino, è finita nell’indagine come prestanome. Non sono scattate misure di custodia.
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