Reggiane, il mistero degli spari alla vigilia di Pasqua
Sabato sera le telefonate dei residenti hanno riferito di deflagrazioni. Ma non è stato trovato nulla
REGGIO EMILIA. Due spari, uno in fila all’altro. Almeno questo è quanto hanno descritto diversi residenti in via Agosti e dintorni, che sabato sera hanno tempestato il centralino del 113 riferendo di presunti spari.
Le segnalazioni allarmate sono arrivate poco prima di mezzanotte, per la precisione alle 23.50 di sabato scorso; nelle telefonate i numerosi cittadini hanno riferito di aver udito due deflagrazioni alle ex Reggiane, l’area abbandonata rifugio dei senzatetto e teatro di fatti di cronaca nera.
Le Volanti della polizia si sono subito recate sul posto, ma dalle prime verifiche effettuate dai poliziotti non è emerso nulla. Perfino dei poveri che di solito affollano i capannoni abbandonati usati come dormitorio non c’era traccia: evidentemente le sirene e l’arrivo delle forze dell’ordine avevano provocato un fuggi fuggi generale dei clandestini, nel timore di controlli straordinari.
La segnalazione delle due deflagrazioni, dunque, non ha trovato riscontri. E del resto tutto è possibile, visto che l’area ha dimensioni ampie e al buio non è facile identificare le persone. Non restano che le supposizioni: si è trattato o di petardi, esplosi da qualcuno, oppure davvero di colpi di arma da fuoco, con i protagonisti che si sono volatilizzati per tempo.
Quest’ultima eventualità non è peregrina, visto che proprio pochi giorni fa i carabinieri hanno identificato il responsabile dell’accoltellamento tra stranieri che si contendevano la piazza dello spaccio: si tratta un 24enne del Mali, irregolare, tuttora ricercato per lesioni gravissime.
L’accoltellamento si era verificato nella tarda mattinata del 24 marzo, quando un operaio che stava svolgendo lavori nel parcheggio di via Agosti aveva allertato il 112 segnalando urla, sangue e un parapiglia tra tre stranieri. Al loro arrivo, i carabinieri di Santa Croce avevano trovato un 20enne riverso a terra con diverse ferite da arma da taglio e un suo amico di 22 anni con una ferita al pollice, che si era procurato mentre tentava di fermare con la mano l’arma dell’aggressore. Quest’ultimo era riuscito a volatilizzarsi.
Sul posto era rimasto il coltello insanguinato, analizzato dal Ris di Parma. La vicenda, avvenuta per l’ennesima volta nella “terra di nessuno” degli ultimi, era avvenuta pochi giorni prima la messa celebrata dal vescovo, Massimo Camisasca, all’interno delle ex Reggiane, come segnale di attenzione per un’area tropo spesso dimenticata. Nel febbraio scorso ricordiamo la morte sotto il porticato del Csi di via Agosti del 32enne marocchino Fouad Loubane, detto “Fufu”, musicista e artista senzatetto che da anni dormiva alle ex Reggiane. L’uomo è stato rinvenuto all’alba senza vita dalla donna delle pulizie. (am.p.)
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