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Reggio Emilia, Protezione civile in lutto per la morte di Marmiroli

Reggio Emilia, Protezione civile in lutto per la morte di Marmiroli

Oggi alle 17 l’ultimo saluto allo storico presidente del gruppo Città del Tricolore Aveva 81 anni. Il cordoglio dell’associazione: «Una persona di grande generosità»

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REGGIO EMILIA. È stato una colonna storica della Protezione civile reggiana. E, fino all’ultimo, non ha fatto mancare il suo impegno. Domenica mattina, dopo una lunga malattia, si è spento all’età di 81 anni Ivano Marmiroli, bancario in pensione ma soprattutto storico volontario della Protezione civile reggiana, dove aveva coperto anche il ruolo di presidente nel Gruppo Città del Tricolore, per poi entrare nel 2011 nel direttivo del Coordinamento delle associazioni di volontariato della Provincia, di cui era attualmente consigliere e tesoriere.

«Con la passione e la generosità che lo hanno sempre contraddistinto, Ivano ha assicurato un prezioso contributo durante le numerose emergenze degli ultimi anni, in particolare del terremoto che ha colpito l’Emilia nel 2012», ricorda Federica Manenti, allora responsabile della Protezione civile della Provincia, oggi alla sede reggiana dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile.

Sportivo, amante della natura e della vita all’aria aperta, Ivano ha celebrato la vita in tutte le sue sfaccettature fino all’ultimo, con il cuore sempre attento alle esigenze altrui. «Una generosità che ha contraddistinto il suo impegno nel mondo del volontariato, dove si è prodigato per affermare principi di coesione e dove fino all’ultimo non ha mai fatto mancare la propria opera fattiva nel coordinamento provinciale, sempre discreto e attento alle esigenze dei volontari, con i quali condivideva la voglia di aiutare il prossimo», ricorda il presidente Volmer Bonini.

Un commosso ricordo di Marmiroli arriva anche da Fausto Beltrami, a nome di tutto il Consiglio del Gruppo “Città del Tricolore”. «Era il 1994, già da tre anni la Jugoslavia si era dissolta e la guerra falcidiava vite in Slovenia, Bosnia, Croazia – scrive Beltrami – La Bosnia era un vaso di coccio tra eserciti ben più potenti. Un gruppo di volontari di Reggio si era fatto carico di organizzare a Reggio le adozioni a distanza, raccolta fondi da devolvere a famiglie di profughi bosniaci. All’epoca non si era mai sentito parlare di questa forma di solidarietà, ma era molto semplice: una famiglia per un anno versava se non ricordo male tremila lire al mese, questi fondi venivano raccolti e donati ad una famiglia bosniaca, profuga dalla guerra, scelta tra le più bisognose. Il presidente Colli dell’allora Circoscrizione 3 fu tra i primi a muoversi, in particolare verso le scuole».

Un ricordo in prima persona, che lo stesso Beltrami ha ancora ben impresso nella mente: «Anch’io partecipai con passione come consigliere di circoscrizione. Alla fine del 1995 avevamo raccolto un bel gruzzoletto, ma restava il problema di consegnarlo alle famiglie bosniache, visto che anche a quel tempo la fiducia verso queste raccolte non era così solida. Decidemmo di partire, Colli, io, Incerti tecnico di computer e un altro signore, un po’ più anziano, distinto e affabile, che non conoscevo, ma che faceva parte del gruppo reggiano di organizzatori. Partimmo con la mia 33 familiare, e un camionista con un grande camion pieno di banchi da scuola, sedie, tavoli, fotocopiatrici, computer, stampanti, cibarie».

Un viaggio nel quale Marmiroli mostrò tuta la sua umanità: «Attraversammo posti inimmaginabili, ne ricordo solo il buio, con un gruzzolo in tasca che non ci lasciava tranquilli. Arrivati incontrammo il sindaco di Bosanska che ci fece incontrare le famiglie adottate a cui consegnammo la cifra raccolta, e i dirigenti scolastici cui consegnammo il materiale. Al ritorno, e negli anni a venire, parlai a lungo con questo signore, ed insieme convenimmo che eravamo tutti quanti stati un po' matti ad affrontare questa avventura, ma lui ci aveva infuso la sua sicurezza e determinazione. Parlammo anche del gruppo che, insieme ad altri, stava fondando: “Città del Tricolore” a cui di lì a poco mi iscrissi. Questo Signore era Ivano Marmiroli».

Ivano Marmiroli lascia le figlie Monica e Mariagrazia. I suoi funerali si celebreranno oggi alle 17 alla camera ardente del Santa Maria.

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