Trovati con trenta batterie esauste rubate, denunciati
Reggio Emilia, il racket del piombo dietro all'ultimo episodio di una serie. Furti sempre più numerosi
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REGGIO EMILIA. Il racket del piombo dietro l’ultimo episodio di furto di batterie esauste che ha portato i carabinieri a denunciare tre uomini tra i 28 e i 20 anni. Prima di piazzare il piombo a compiacenti ricettatori avrebbero versato nel terreno l’acido solforico contenuto nelle batterie. È, dunque, anche allarme ambientale.
A operare i carabinieri del comando provinciale di Reggio Emilia che hanno denunciato tre giovani di Correggio, di 28, 21 e 20 anni. Il piombo vale settanta centesimi il chilo, ma chi lo ricetta per poi riciclarlo nel regolare mercato ha ricavi nella misura di oltre 50%, in quanto il piombo provento di furto viene rivenduto al massimo a 30 centesimi al chilo.
Lo smaltimento degli elementi di batterie esauste è regolato da una normativa speciale, trattandosi di rifiuti pericolosi, in quanto tossici per l'alta percentuale di piombo e acido solforico che contengono. Secondo quanto emerso nelle indagini in corso i ladri, per recuperare il piombo, verserebbero il liquido contenuto nelle batterie (acido solforico) illegalmente nei terreni ubicati in aperta campagna per poi recuperare il “piombo pulito” da rivendere a compiacenti ricettatori del settore.
La tendenza è iniziata piano piano è sta proseguendo con furti a macchia di leopardo che tuttavia secondo i carabinieri sono legati al business del piombo. In questo senso si stanno indirizzando le indagini anche in relazione all'ultimo colpo compiuto ai danni di un officina meccanica di Reggio Emilia, che ha visto gli uomini del Nucleo radiomobile della compagnia di Reggio Emilia identificare e denunciare i tre, con l'accusa di concorso in furto aggravato.
Secondo i carabinieri l’altra notte, e forse non solo questa volta, dal momento che l’azienda nel tempo ha subito più furti, si sono introdotti furtivamente nel cortile di un’azienda meccanica asportando una trentina di elementi di batterie esauste per carrelli elevatori che poi hanno occultato nel bagagliaio dell’auto.
L’attività non è andata a buon fine grazie all’attività di controllo del territorio dei carabinieri che fermavano i tre a bordo di due auto, nei pressi dell’azienda meccanica saccheggiata.
Una volta identificati i carabinieri nel bagagliaio dei mezzi rinvenivano una trentina di elementi di batteria esauste appena rubati. I tre sono quindi stati denunciati.
I carabinieri stanno proseguendo le indagini nella certa ipotesi che dietro al furto vi era il racket del piombo. Ora che tale metallo infatti ha ritrovato un suo "peso" commerciale nel riciclaggio, i carabinieri intendo risalire alla filiera che illecitamente alimenta questo business che con prepotenza si sta affacciando anche in provincia di Reggio Emilia, dove isole ecologiche ed elettrauti non sono risparmiati da questi raid furtivi.
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