«Le Reggiane interdette ai senzatetto»
L’assessore Maramotti sulla sfida della bonifica: «Non ci saranno sgomberi, ma percorsi e nuove soluzioni di accoglienza»
REGGIO EMILIA. «Le Reggiane saranno bonificate, perimetrate e interdette nelle aree ora occupate dai senzatetto. Ma più che di una questione di sicurezza si tratta di un processo di riqualificazione urbana e servizio sociale, che non sono ricoperti dalla mia delega». L’assessore Natalia Maramotti è tra gli invitati dal prefetto Maria Forte al Comitato per l’ordine e la sicurezza che pochi giorni fa ha tracciato un piano anti degrado in tre punti da operare nell’ex cuore industriale della città, oggi popolato da circa 80 senzatetto che vi gravitano attorno. La responsabile con delega alla Sicurezza conferma il piano tracciato dopo i recenti richiami del vescovo Massimo Camisasca. Ma punta ad un approccio leggero, lancia ad altri la palla, ai colleghi assessori Sassi e Pratissoli, titolari del sociale e della riqualificazione urbana.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.16668537:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.16668537:1649782015/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«Alle Reggiane non ci saranno sgomberi perché prima di tutto bisogna capire bene chi vive in quei contesti e come aiutarli per attuare il programma di risanamento delineato con la prefettura – dice l’assessore Maramotti – Non verranno usati in prima battuta gli agenti della polizia municipale, che sono di mia competenza, ma sarà utilizzato un approccio con riguardo a persone che vivono ai margini della società. Certo, ci sono problemi legati al contesto, all’igiene, e altri per i quali il sindaco ha i poteri necessari per poter intervenire. Finora non sono servite e non serviranno ordinanze specifiche sull’area: quella occupata è di proprietà privata. Va da sé che non ci si potrebbe entrare. Ma c’è un vecchio problema di recinzione dell’area, come in tutte le grandi aree industriali dismesse, e che dovrà essere perimetrata in modo da renderla irraggiungibile».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.16668538:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.16668538:1649782015/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Qui, secondo quanto predisposto con il prefetto e le autorità di pubblica sicurezza, si tratta di effettuare una bonifica generale dell’area, di interdire il perimetro dei senzatetto e soprattutto di trovare per loro nuove soluzioni abitative.
Risanare le Reggiane significa prendere un piccolo “quartiere” popolato da decine di senzatetto e ridistribuirli al netto di permessi di soggiorno, necessità sanitarie e fragilità sociali, per poi chiudere definitivamente l’area a chi vi abita abusivamente da anni. Un polmone che ha assorbito le marginalità sociali fungendo da valvola di sfogo anche per il centro città, fino a diventare col passare del tempo una vera e propria sistemazione, con tanto di stanze con simboli di riconoscimento. Una socialità autonoma e diffusa: metterci mano è una sfida tra le più imponenti per Reggio Emilia, che sulla “Città delle persone” ha costruito un brand.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.16658968:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2018/03/31/news/identificato-l-accoltellatore-delle-ex-reggiane-1.16658968]]
Davanti al risiko immobiliare intrapreso alle Reggiane dall’amministrazione comunale – quello che vede la riqualificazione della frazione industriale del quartiere Santa Croce tramite la creazione del Tecnopolo – c’è infatti il nodo dei senzatetto, che vivono in verità nella parte privata dell’ex complesso situato a nord della stazione dei treni. A risollevare la questione è stato l’accoltellamento tra stranieri di fine marzo per motivi legati alla gestione dello spaccio di droga.
Poi è stata la voce del vescovo ad alzarsi durante la messa che ha celebrato nelle Reggiane, prima di Pasqua: «Bisogna dare dignità a queste persone», è stato il monito dall’altare allestito tra i celebri murales che da anni hanno mutato il grigiore delle pareti delle Reggiane in tele per writers.
Servono quindi i guanti per gestire i tanti equilibri dentro e fuori l’area solo in parte riqualificata dalla società Stu Reggiane, partecipata dal Comune di Reggio e da Iren Rinnovabili.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.16662546:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2018/03/31/news/deciso-il-risanamento-delle-ex-reggiane-1.16662546]]
Sul piatto ci sono oltre 30 milioni di investimenti tra pubblico e privati, interessi immobiliari crescenti e non ancora quantificati, decine di persone che ci vivono abusivamente da ricollocare e una sacca di illegalità che su quella città fantasma ha prosperato negli anni.
«Serve un lavoro di prossimità e quello non è compito delle questure – mette in chiaro l’assessore Maramotti – servono attività coerenti con la situazione che ci troviamo davanti, che è alla nostra attenzione da tempo. Adesso, con il Comitato per l’ordine e la sicurezza, ci siamo impegnati a rivederci il mese prossimo. Accanto all’area in degrado sta sorgendo una realtà diversa, il Tecnopolo, che è a forte attrattività sotto il profilo economico. Diventerà uno dei luoghi simbolo dello sviluppo economico 4.0».
Nessuno, quindi, è con le mani in mano. Ai lavori del Comitato del 28 marzo scorso, presieduto dal prefetto Forte, c’erano i vertici provinciali delle forze di polizia, il presidente della Provincia, Giammaria Manghi, e il sindaco Luca Vecchi con i suoi tre assessori. Una seduta conclusa con una nota che ha definito l’area delle Reggiane in «condizione di degrado e di abbandono ed in cui si registra la presenza di abusivi».
La questione è particolarmente complessa per la dimensione dell’area (circa 250.000 metri quadri) e per la connotazione privata della proprietà, ed era già stata oggetto di approfondimenti per evitare conseguenze sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica.
«Si è pertanto valutato – è stato riassunto poi nella nota – che i primi necessari interventi dovranno essere di natura igienico-sanitaria, finalizzati in sostanza a una generale bonifica del sito, con la contestuale interdizione delle zone risanate, onde scongiurare il nascere di nuove situazioni di degrado. Ulteriori approfondimenti sono, altresì, stati avviati con riferimento alle occupazioni abusive per individuare soluzioni alloggiative alternative ed idonee».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
