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La Rocca ai cinesi e sul Secchia torna l'antico pedaggio

di Adriano Arati
La Rocca ai cinesi e sul Secchia torna l'antico pedaggio

I post dei sindaci divertono e spaventano su Facebook. Anche Gazza “vende” il sottosuolo di Boretto alle trivelle

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SCANDIANO. La Rocca dei Boiardo venduta ai cinesi, Boretto trivellata da cima a fondo, il ritorno della tassa sul Secchia, un improbabile incarico a Palazzo Chigi.

Oltre che Pasqua domenica era il primo aprile e tanti sindaci reggiani, e non solo, ne hanno approfittato per regalare scherzi ben riusciti tramite le loro pagine Facebook. Annunci decisamente poco credibili, a una lettura approfondita, ma fatti con sapienza maligna, in grado di andare a toccare punti sensibili. E come spesso accade su Facebook, tanti lettori impulsivi sono cascati nel giochetto, svelato solo a sera.

Il sindaco di Scandiano, Alessio Mammi, ha dato il via alle danze rivelando un grosso affare del Comune: la vendita del simbolo del paese, la Rocca dei Boiardo, a un fondo immobiliare orientale. Transazione peraltro impossibile anche formalmente, perché la Rocca appartiene al Demanio e il Comune ne ha solo la concessione, fino ad ora.

Ma il diavolo sta nei dettagli, e Mammi si è sbizzarrito: «Oltre 30 milioni di euro saranno investiti e la Rocca ospiterà sale conferenze, un albergo, un museo della porcellana orientale e probabilmente ci sarà anche una grande area destinata al gioco e all’intrattenimento», ha spiegato prima di sganciare la bomba storica. «A secoli di distanza riprendono idealmente i contatti che gli Estensi ebbero con l’estremo oriente, nel corso del loro lungo dominio da Ferrara alla Garfagnana. Seguiranno i dettagli...».

Da Ferrara alla Toscana con un giro a Shangai. Molti commentatori hanno capito e dato man forte, contribuendo a ingigantire il tutto, mentre altri utenti si sono spaventati davvero all’idea di una privatizzazione della Rocca.

A sera, è stato lo stesso Mammi a chiudere lo scherzo, sempre con ironia: «Ok, la Rocca la teniamo. Però la Torre Civica... Mi raccomando domani mattina tutti al mercato di Scandiano! La tradizione di Pasquetta... e stavolta non è un pesce d’aprile!».

Era invece pronto a dichiarare per l’ennesima volta guerra ai modenesi il primo cittadino di Rubiera, Emanuele Cavallaro. Il campanile è sempre sentito sui due lati del Secchia, e Cavallaro lo ha rianimato con una scoperta da vero archivista. «Abbiamo ritrovato gli atti con cui la casa d’Este, nel 1554, riconosceva i diritti del passaggio sul Secchia - due soldi a testa - all’Ospitale di Rubiera. Attualizzato, sono circa 8 euro», ha scritto. Precisando poi che «non ci risulta che l'atto sia mai stato annullato, quindi è perfettamente vigente. Essendo oggi l'Ospitale del Comune, i diritti passano alla municipalità».

Tutto perfetto, tassa valida e di rapida applicazione condita da super promessa elettorale, la cancellazione di ogni tassa: «Da lunedì 9, quindi, ogni viandante che attraverserà il ponte del Secchia da e per Rubiera pagherà la somma sopra esposta. Sono almeno 160mila euro al giorno di entrata, quindi calcoliamo di poter annullare tempestivamente ogni altra forma di tassazione per i nostri residenti. Seguiranno le informazioni pratiche. Cercheremo convenzione col Telepass».

Anche qui, il fuoco è stato alimentato da utenti divertiti dalla burla. C’è chi, da pendolare, ha chiesto uno sconto sulla tariffa e chi ha invece proposto una convenzione per la raccolta dell’imposta sui treni. Un bell’affare, nulla da dire.

Più “apocalittico” lo scenario disegnato dal sindaco di Boretto Massimo Gazza, che ha annunciato di aver praticamente ceduto il Comune alle trivelle. «Dopo una lunga trattativa l’azienda statunitense Power Oil System ha acquisito i diritti del sottosuolo borettese. Finalmente potranno essere sfruttate le riserve di gas e petrolio, sulle quali galleggiamo da millenni», era il proclamo. Uno scherzo ancora più perfido, perché di possibili sfruttamenti del sottosuolo della Bassa reggiana e modenese si è parlato spesso, negli anni scorsi. Chiaramente la discussione reale è legata a test con sonde per verificare l’eventuale presenza di giacimenti, non certo alla concessione di tutto il territorio comunale.

Ma l’aggancio ha generato un numero maggiore di reazioni spaventate, nonostante i nuovi commenti di Gazza e di altre persone guidassero verso il pesce, proponendo stipendi minimi da migliaia di euro a ogni abitante e benzina gratis a politici e migranti. È pure arrivato un fotomontaggio del campo da calcio del paese già invaso da spietate trivelle.

Non si è rinunciato al gioco anche oltr’Enza dove il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, ex 5 Stelle, ha annunciato di aver ricevuto da Di Maio e Salvini la proposta per diventare primo ministro in un governo 5 Stelle e Lega.


 

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