Minacce, sequestro e rapina in casa
E' successo a Canali in via San Marco. Franca Tornatore, 60 anni, immobilizzata con fascette di plastica ai polsi per un bottino da 1.600 euro
REGGIO EMILIA. Una donna minacciata, legata ai polsi e sequestrata nella sua abitazione; un bandito solitario armato di pistola sbucato dal nulla; un bottino da 1.600 euro in contanti, ma i gioielli indossati dalla vittima non sono stati toccati né gli altri oggetti di valore presenti; una villetta in una strada chiusa, con due alti cancelli di metallo automatici da superare e occhi elettronici disseminati ovunque. Ha contorni tutti da chiarire e particolari inquietanti la violenta rapina in villa consumatasi venerdì mattina a Canali ai danni di una residente 60enne, Franca Tornatore.
L’episodio si è verificato in un gruppo di villette di nuova costruzione che si trova in via San Marco 3/47. Da questa strada principale, che prosegue fino a Fogliano, si diparte una stradina che conduce a un nuovo complesso residenziale di abitazioni singole: alcune appena finite, altre ancora in costruzione.
Si tratta di una strada chiusa, con una cancellata automatico (per entrare in macchina occorre suonare e farsi aprire), al termine della quale è sorto un grappolo di villette – protette da una ulteriore alta cancellata – abitate da nuclei familiari imparentati tra loro, i Bottazzi. Tra queste l’abitazione di Franca Tornatore e del marito Ercole Bottazzi.
Il venerdì prima di Pasqua, al mattino, la signora si trovava sola in casa quando è stata colta di sorpresa da un bandito solitario, armato di pistola e con il volto coperto, che prima l’ha immobilizzata, poi si è fatto consegnare il denaro contante che si trovava parte nel portafoglio e parte in un cassetto: 1.600 euro in contanti.
Prima di fuggire, il rapinatore ha legato i polsi della vittima con delle fascette di plastica da elettricista, che si presume avesse portato con sé. Il bandito si è poi volatilizzato, facendo perdere le proprie tracce. Solo dopo qualche minuto la vittima, che non ha riportato lesioni, è riuscita a liberarsi e a lanciare l’allarme al 113. Sul posto sono arrivate diverse pattuglie della Squadra Mobile, coordinate dal pm Valentina Salvi. I poliziotti hanno raccolto la testimonianza a caldo della 60enne; ma il bandito era a volto coperto e la signora non ha potuto far altro che fornire una descrizione sommaria. Nell’immediatezza del fatto sono sopraggiunti anche gli esperti del Gabinetto di Polizia Scientifica, per rilevare eventuali tracce biologiche. La polizia, che mantiene il massimo riserbo sulle indagini, è tornata sul posto anche a Pasqua e Pasquetta, eseguendo diversi sopralluoghi e acquisendo i filmati delle telecamere.
«Siamo provati, chiediamo riserbo», affermano i familiari della vittima.
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