Elicottero a terra, la montagna critica l’Ausl
Insieme per il Sant’Anna e Cicogne: «Atteggiamento dei dirigenti irrispettoso e quasi intimidatorio»
CASTELNOVO MONTI. Torna a intervenire sul mancato intervento dell’elisoccorso per soccorrere una gestante di Gatta, che tante polemiche ha suscitato nei giorni scorsi, il gruppo Insieme per il Sant’Anna, che raccoglie diverse realtà associative del territorio appenninico a difesa dell’ospedale.
L’intervento fa seguito alla scelta del sindaco Enrico Bini di presentare un esposto ai carabinieri sul tema, e alla risposta dura del direttore dell’Ausl Fausto Nicolini.
«Una signora in stato di gravidanza si è trovata a dover aspettare su un'ambulanza, di notte, l’arrivo di un elicottero, che di solito è previsto per i casi più gravi, e che non è mai arrivato – scrive il gruppo Insieme per Sant’Anna –. Quindi è stata portata a 50 chilometri di distanza per sapere dopo ore che non era nulla di preoccupante. Leggendo questa storia, nessuno potrebbe immaginarsi che a pochi metri c’era un ospedale che però non poteva darle assistenza. Abbiamo assistito a Castelnovo Monti ad una commedia dell’assurdo che lascia a tutti angoscia e amarezza». Il gruppo Insieme per il Sant'Anna e il comitato Salviamo Le Cicogne condividono la presa di posizione del sindaco Bini.
«Davanti a questo evidente episodio di disservizio – proseguono – è assolutamente necessario chiedere tutti i chiarimenti possibili, sotto qualsiasi forma, per quanto riguarda l’accaduto». Prosegue la nota del gruppo: «E’ un atto dovuto nei confronti dei cittadini a cui il sindaco deve rispondere come responsabile dei servizi sanitari del Comune. La reazione dei dirigenti Ausl è irrispettosa e quasi intimidatoria. È ovvio che la tanto evocata “sicurezza” non possa essere garantita su quattro ruote o in volo, ma da una efficiente turnazione del personale dell’ospedale con il Santa Maria, come da noi proposto e richiesto a tempi dovuti. Certo le modalità con cui gli stessi hanno proceduto per dare l’informazione sulle decisioni prese “alle nostre spalle “ non lascia spazio a molta fiducia. Si pensi alla la chiusura definitiva del Punto nascite che ci è stata annunciata il giorno stesso in cui era prevista la riapertura del reparto; la riduzione del servizio di ginecologia, oggi H12, dopo le dichiarazioni che nulla di altro sarebbe stato modificato, è stata resa nota solo attraverso le esperienze delle pazienti e non ufficialmente dall’Azienda alle istituzioni e ai cittadini». «A questo punto – concludono – siamo noi cittadini della montagna ad essere offesi dall’atteggiamento “fare senza dire” dell’Azienda sanitaria». Ci va duro anche il comitato Salviamo le Cicogne in una propria nota autonoma: «Rimettere la guardia ginecologica h24, a questo punto, sarebbe solo dannoso e un goffo tentativo di tamponare una mancanza creata dall'azienda stessa – scrivono –. Occorre la capacità di una riorganizzazione seria e a lungo termine. Se il direttore Ausl non ne è capace, se non se la sente o semplicemente se non può, che se ne vada a casa. Che siano 5, 10 o 40 i minuti di attesa di una partoriente per l'elisoccorso, mai arrivato, comunque sono troppi. Bisogna prendere in seria considerazione il modello Guastalla-Reggio-Castelnovo Monti: tre centri con punto nascite e assistenza pediatrica che garantiscano la tutela sanitaria della mamma e del bambino».
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