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Reggio Emilia, coltellate e martellate contro l’ex fidanzato

di Ambra Prati
Reggio Emilia, coltellate e martellate contro l’ex fidanzato

Mattinata di paura al Foscato: una donna colpisce tre volte un 40enne. Lui scappa al bar ma lei lo raggiunge con l’attrezzo e gli distrugge l’auto. Denunciata

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REGGIO EMILIA. Urla, grida, un uomo che fugge e dietro una donna che lo insegue brandendo un martello. Poco dopo, al bar Crazy Caffè, distante pochi metri, la donna ricompare con l’attrezzo in mano e distrugge l’auto di lui, che a causa del sangue perso sviene e cade a terra.

È stata una mattinata movimentata ieri in via Fano 21, nel quartiere del Foscato, dove la tranquillità della zona è stata squarciata da un violento litigio tra una donna brasiliana e un reggiano, conclusosi con un accoltellamento e scene da Far West davanti agli avventori allibiti del bar e della tabaccheria.

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La vicenda inizia martedì sera, quando la brasiliana Tatiana De Aquino Candido, 39 anni, si da appuntamento con Ronni Masoni, 40enne di Bagnolo. Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, i due si incontrano in un locale, poi vanno a casa di lei al pianterreno di via Fano 21 – una strada chiusa di fianco al negozio Casamatti, che termina con il condominio teatro della lite, che conta una decina di appartamenti – dove proseguono insieme la serata per poi addormentarsi.

Passano ore di quiete fino al mattino quando, poco prima deall’alba, una residente sente forti grida maschili provenire dall’appartamento di sotto. Di nuovo tutto tace, finché alle 10 scoppia un violento diverbio tra i due: della violenza rimarranno tracce nell’appartamento, con sedie e mobili rovesciati e rifiuti sparsi sul pavimento.

A d un certo punto, per motivi ancora da appurare, si scatena la reazione rabbiosa della donna.La brasiliana avrebbe afferrato un coltello da cucina, forse per difendersi, e colpito il 40enne con tre fendenti: una coltellata alla natica, una all’avambraccio sinistro e uno alla mano destra.

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Non paga lei, ancora in vestaglia e con dei calzini antiscivolo ai piedi, insegue lui nel cortile, continuando a profferire improperi alla volta dell’uomo; quest’ultimo si sottrae alla rabbia della donna e scappa a piedi fuori dal cortile.

Fa pochi metri, il 40enne: quanto basta per prendere la sua macchina e recarsi nel parcheggio che si affaccia sulla strada principale che porta verso Cavriago dove, nonostante le ferite ed evidentemente non rendendosi conto della gravità dell’accaduto, si prende tranquillamente un caffè al bar e un pacchetto di sigarette in tabaccheria.

Passano alcuni minuti, quando l’attenzione dei clienti del Crazy Bar, gestito da cinesi, viene attirata da un fragore, seguito da altri rumori di vetri infranti: è Tatiana che, armata di un martello e ancora con quell’abbigliamento addosso, prende a colpire la macchina di Masoni, una Ford Ka di colore nero, continuando a tempestarla di colpi: spacca il lunotto posteriore, i due finestrini anteriori e danneggia la carrozzeria.

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Quando il 40enne, che nel frattempo ha perso sangue in modo copioso soprattutto dalla ferita all’avambraccio, si sente male, un cliente del bar chiama il 118, seguito a ruota dai poliziotti, ai quali l’uomo riferisce di essere stato accoltellato.

Tatiana, rimasta da sola in casa, sempre secondo una prima ricostruzione dei fatti telefona al fidanzato spaventata, spiegandogli l’accaduto, e comincia a sistemare l’appartamento e a pulire le tracce di sangue con della candeggina: circostanza che in seguito, davanti ai poliziotti, la donna negherà.

Sul posto accorrono ben quattro pattuglie della questura, subito seguite dagli esperti della polizia scientifica, che prelevano campioni e refertano tracce ematiche.

In seguito in ospedale emergerà che le ferite del 40enne sono superficiali: inferte di lato e non di punta, quindi non tali da causare la morte della vittima, apparsa subito fuori pericolo. Al Santa Maria Nuova Ronni Masoni viene sottoposto a tutte le analisi del caso, i tagli suturati: i medici avrebbero voluto ricoverarlo in osservazione, ma il paziente preferisce andarsene, perciò viene dimesso poco dopo.

Questo significa che, dal punto di vista legale, non si può imputarle il tentato omicidio: difatti la donna è stata denunciata per il reato di lesioni aggravate.

Masoni era già stato arrestato, con un coetaneo di Cadelbosco Sopra, nel gennaio 2015 dai carabinieri con l’accusa di aver ceduto ad alcuni giovani hascisc, marijuana e cocaina.

Mentre all’arcispedale i sanitari si prendevano cura del ferito, la donna viene ascoltata a lungo dai poliziotti, che hanno raccolto la sua versione dei fatti, continuando ad accusare Masoni di essere «uno spacciatore».

Dichiarazioni messe a verbale che dovranno essere valutate dagli investigatori, coordinati dal pm Giacomo Forte. Da valutare anche se la vittima sporgerà denuncia. L’episodio rimane dunque ancora tutto da chiarire.

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