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«Facevano le sovrane Li lasciavano sporchi e poi se la ridevano»

«Facevano le sovrane Li lasciavano sporchi e poi se la ridevano»

Ospizio lager, a Correggio le telecamere di Pomeriggio 5 Parla un’ex inserviente. Video shock di una delle vittime

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CORREGGIO. «Non la voglio neanche guardare», «mi ha fatto male, qui. Tre volte». Parole dette a stento, sdraiata nel lettino, e tra le lacrime: sono quelle dall’anziana madre al figlio che la riprende in una sorta di videointervista che, dice più volte Barbara D’Urso durante la trasmissione, è stata «messa agli atti». Gli orrori avvenuti nella casa di riposo di via Mandriolo Superiore, struttura pubblica gestita da Coopselios, sono finiti al centro di un servizio televisivo mandato in onda martedì su Canale 5.

Le telecamere sono quelle della popolare trasmissione, condotta dalla D’Urso, Pomeriggio 5, in onda dal lunedì al venerdì nella fascia pomeridiana e arrivano direttamente in paese, davanti alla casa di riposo dove nessuno le fa entrare. Nessuno vuole parlare.

A farlo sono invece i parenti delle vittime e una donna che tempo prima aveva lavorato nell’ospizio come operatrice delle pulizie.

«Facevano le sovrane – dice quest’ultima al microfono riferendosi alle infermiere – Li lasciavano a letto sporchi, li picchiavano e poi, la mattina, ridevano. Anche quelle che c’erano prima di queste indagate». Parole che saranno pesate in questa delicata fase di indagine. La trasmissione mostra le immagini delle violenze, ormai tristemente note, riprese dalle telecamere nascoste nella struttura dai carabinieri, dopo alcune denunce arrivate in caserma da parte dei parenti.

A seguire il racconto dei familiari. E mentre dallo studio la D’Urso fa il suo appello («Negli ospizi e negli asili ci vogliono le telecamere. Quando ci decideremo a metterle? Speriamo nel nuovo governo...») due donne, che hanno denunciato, parlano di ecchimosi alle braccia e alle mani dei loro congiunti ricoverati e per le quali chiedono chiarimenti.

Piera è con la figlia Stefania. Il marito e padre, di 83 anni, secondo le indagini è stato il più colpito dagli abusi: con una ventina di episodi documentati. L’uomo è ancora nella casa di riposo di via Mandriolo, da dove, nel frattempo Coopselios ha trasferito in altre sedi tutto il personale, non solo le 13 indagate (di cui 6, lo ricordiamo, sono state subito allontanate). E domani si svolgeranno i primi interrogatori in tribunale a Reggio.

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