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L’Avis di Montecchio punta ai giovani e cresce nel distretto

di Alessandro Zelioli
L’Avis di Montecchio punta ai giovani e cresce nel distretto

Il presidente Castagnetti traccia il bilancio dell’ultimo anno «Nel 2017 su 1.590 sacche donate 708 sono le nostre»

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MONTECCHIO . Ha da poco festeggiato il primo anno di mandato e per Marco Castagnetti, presidente della sezione Avis “Adalberto Zavaroni” di Montecchio, è tempo di bilanci. «Il 2017 - inizia il giovane presidente -ha portato molte novità ed è stato importante per almeno due ragioni: l’insediamento del nuovo consiglio direttivo con il conseguente rinnovo delle cariche e, non meno importante, il ritorno della raccolta di plasma che si svolge nei locali del centro prelievi Val d’Enza dopo una lunga assenza».

Novità che hanno dato impulso alla raccolta?

«Assolutamente sì. Nel 2017 sono state effettuate nel centro prelievi Val d’Enza 1.590 donazioni complessive frutto di 742 sacche di sangue intero e 848 di plasma. La sezione “Adalberto Zavaroni” ha contribuito alla raccolta con dati molto positivi: 531 sacche di sangue intero e 177 di plasma per un totale di 708 sacche. Dati che da soli danno visibilità all’Avis comunale e la rivitalizzano».

Possiamo parlare di impegni mantenuti?

«Il nuovo direttivo ha lavorato duramente per far fronte alle esigenze dell’associazione e agli impegni assunti, in collaborazione con le sezioni di Bibbiano e Calerno, per fornire servizi di qualità sempre più elevata ai donatori del centro prelievi Val d’Enza. Tutto grazie anche alla plasmaferesi che ha permesso di aumentare le giornate di apertura. Ora i donatori possono scegliere tra più giorni nei quali donare garantendo altresì un afflusso costante di sangue e plasma durante la settimana al centro trasfusionale. Senza dimenticare la donazione a chiamata. Per tutto dobbiamo ringraziare il nostro personale medico e i volontari».

I donatori sono aumentati?

«Sul versante associativo nel 2017 sono aumentati i nuovi iscritti. Ad oggi sono 466 di cui 335 soci donatori effettivi; 86 aspiranti donatori e 45 candidati».

Questo grazie anche al lavoro svolto nelle scuole?

«Si, in collaborazione col Comune di Montecchio e le altre associazioni di volontariato, stiamo diffondendo nella scuole la cultura del volontariato e del dono. Abbiamo anche mantenuto il tradizionale pranzo dell’Epifania con gli ospiti della Casa della Carità, perché il volontariato non ha età».

Sono tanti, però, i momenti in cui Avis si è fatta notare.

«Abbiamo voluto essere ancora più presenti con la sponsorizzazione di attività sportive di Montecchio quali la squadra ciclistica, il gruppo podistico e la squadra di calcetto Cab. Siamo alla 22esima edizione di “Corri con l’Avis”, impegni che saranno mantenuti anche nel 2018, anno in cui saranno stanziati altri fondi per le sponsorizzazioni. Molto importante anche il gemellaggio con l’Avis Amatrice, cui abbiamo destinato le risorse raccolte durante la nostra corsa all’acquisto di un’autoemoteca. Si è creato un rapporto di amicizia che ci vedrà ancora a fianco».

Dirigenza giovane che guarda ai giovani. Quali sono le iniziative svolte in tal senso?

«Su invito del Comune partecipiamo alla cerimonia di consegna della Costituzione il 2 Giugno ai neo diciottenni, a cui aggiungiamo un gadget promozionale, così da poter parlare loro di Avis. Inoltre, siamo attivi sui principali social, abbiamo un sito e, con lo slogan “porta un amico in Avis”, abbiamo raggiunto persone che sembravano lontane dal divenire donatori. Stiamo studiando nuove iniziative per rendere sempre più visibile la sezione, come ad esempio la promozione verso i giovani o nei confronti delle aziende. Perché donare sangue, non dimentichiamolo, può salvare veramente una vita umana».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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