La brasiliana: «Le ferite? Se le è procurate da solo»
Tatiana De Aquino Candido sostiene la tesi della difesa: «È il mio ex compagno Mi ha picchiato, ho preso tante botte. Finché non mi sono arrabbiata davvero»
REGGIO EMILIA. «Non voglio parlare, rivolgetevi al mio avvocato». Sono state le prime parole che Tatiana De Aquino Candido ha rivolto ai poliziotti della questura di Reggio Emilia, che si sono intrattenuti nell’appartamento al pianterreno di via Fano per oltre un’ora, per raccogliere la versione della donna, che ha sostenuto la tesi della legittima difesa: «Le ferite? Se l’è procurate da solo, il bastardo».
Nonostante l’iniziale ritrosia, la brasiliana si è rivelata un fiume in piena, continuando a parlare a voce alta, gesticolare e fornire spiegazioni contraddittorie seduta sul tavolo della cucina, con ancora addosso la vestaglia e i calzini. Quando i poliziotti se ne sono andati, lasciandola sola, Tatiana è uscita in cortile per gettare nel sacco della spazzatura resti di cibo e contenitori di plastica lasciati a terra accanto alla porta a vetri con le ante.
È a quel punto che Tatiana fornisce la sua versione dell’accaduto. Con una premessa: «Per favore non voglio pubblicità, sono una che lavora, faccio le pulizie per mandare i soldi ai miei sei figli che abitano a Milano; non voglio che loro sappiano», è la sua prima preoccupazione.
Tatiana definisce Ronni «un ex fidanzato: siamo stati insieme due-tre anni, poi io l’ho lasciato e lui se l’è legata al dito».
Non è tenera nei confronti del 40enne. «Si faceva di droga, è uno spacciatore, si sa cosa fa. Ha assunto droga e alcol. Dove prende la droga? Non lo so chi gliela dia», lo dipinge lei senza mezzi termini. «Sì, mi ha fatto arrabbiare davvero, sono inc...». La donna chiede scusa alla vicina, poi alterna impeti di ira a momenti di sconforto.
«Mi ha picchiato, mi ha gettato per terra: guardate i graffi che ho sulle mani e sulle braccia, anche all’interno della bocca mi fa male – si mette a piangere – Ho preso tante botte, tante botte, cosa dovevo fare? Ero stanca di essere picchiata. Volevo solo stare tranquilla, non ho fatto nulla».
Tatiana intercala un “Dio bon” alla reggiana che non ti aspetteresti e dalle lacrime torna alla collera. «Lui ha fatto tutto questo casino solo perché è ricco, invece io sono una donna, povera e straniera».
Poiché ha nominato il suo avvocato, le chiediamo se può riferirci il nome. «Devo andare a prendere l’agenda, non ricordo». E subito dopo: «Non è vero, lo so a memoria».(am.p.)
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