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La vicina: «Lei lo inseguiva con il martello»

La vicina: «Lei lo inseguiva con il martello»

«Già alle 6 ho sentito delle urla, alle 10 lui ha suonato ogni campanello. Frequentazioni equivoche»

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REGGIO EMILIA. «L’uomo correva a piedi nel cortile, la donna lo inseguiva con un grosso martello in mano e gli urlava: “Bastardo, stronzo, sono a casa mia”. Poi lei è caduta e lui si è allontanato». È quanto ha visto una vicina di casa, Shqipe Kukaj, 35enne kosovara, affacciandosi all’esterno ieri mattina.

La residente racconta che già alle sei, «quando mio marito si è alzato per andare in trasferta», aveva sentito delle urla: «Una voce maschile che gridava, ma non ho capito da dove provenisse con esattezza. Per sicurezza mi sono chiusa dentro l’appartamento». La residente è quindi tornata a letto, ma verso le 10 qualcuno ha suonato il campanello.

Una anziana che abita di fianco al civico 21/1, teatro del fatto di sangue, conferma: «Quell’uomo ha suonato a tutti i campanelli, forse per chiedere aiuto». La 35enne però si è ben guardata dall’aprire. È uscita sul balcone, situato al secondo piano della palazzina, e ha visto la scena di violenza tra i due. «Ho avuto paura, ero da sola».

La 35enne abita in via Fano da una decina d’anni e afferma che già in passato sono intervenute le forze dell’ordine in quell’appartamento al pian terreno dalle frequentazioni equivoche. «Quella donna non la conosco, risiede qui da poco. Ma già altre volte sono arrivati i carabinieri in quell’appartamento, dove spesso bevono e fanno schiamazzi: anche a Pasquetta c’era un gruppo di persone che beveva e arrecava disturbo – afferma la vicina – Questo condominio è abitato da persone perbene ed educate; qui risiede anche un poliziotto. Soltanto i residenti di quel bassoservizio provocano problemi».

Una ragazza di 21 anni, che abita di fronte e preferisce l’anonimato, conferma il turn over sostenuto di inquilini in quell’appartamento. «Non ho sentito nulla, i miei genitori sono andati al lavoro presto e io mi sono svegliata tardi – dichiara la giovane – Gli inquilini di quell’appartamento cambiano di continuo: prima ci abitava un italiano del sud. Questo è un quartiere tranquillo, dove vivono soprattutto famiglie, e il via vai di sconosciuti ha dato nell’occhio. Già in precedenza sono giunti più volte i carabinieri per vicende legate alla droga. Ma un fatto così grave non era mai accaduto». (am.p.)

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