Gazzetta di Reggio

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Non+Soli, tremila reggiani aiutati in sei anni d’attività

di Adriano Arati
Non+Soli, tremila reggiani aiutati in sei anni d’attività

Presentato il bilancio dell’iniziativa a favore delle persone in difficoltà Tribunale, DarVoce e volontari soddisfatti: «Un’esperienza che sarà ampliata»

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REGGIO EMILIA. Più di tremila reggiani aiutati in una fase di difficoltà, di fragilità e di non autosufficienza, accompagnati e consigliati in un percorso che spesso fa paura. Ha compiuto sei anni il progetto “Non+Soli” dedicato all’amministratore di sostegno, nato nel marzo 2012 dall’impegno del Tribunale, del centro di servizio per il volontariato DarVoce e dal lavoro di tanti volontari di tutta la provincia. Un’attività nata per far fronte, all’epoca, alle esigenze di tanti cittadini, delle associazioni di volontariato impegnate nella disabilità e del tribunale, tutti alle prese con un volume di richieste e di burocrazia molto elevato.

In questi sei anni il rodato gruppo di volontari ha affiancato persone fragili, le ha consigliate, ha offerto prima di tutto ascolto e poi consulenze, facilitando il cammino in periodi molto difficili. Si parla di 3.375 soggetti serviti, fra cittadini e servizi sociali intermediari, per un totale di 10.133 erogazioni. Ma prima di tutto, cos’è l’amministratore di sostegno? È una figura nominata dal giudice tutelare per affiancare o sostituire una persona non autosufficiente nel compiere le cose di tutti i giorni.

Può essere un famigliare, un amico, un cittadino volontario, un professionista che ricopre un ruolo importante al fianco di persone fragili in momenti delicati, dal punto di vista umano, sanitario ed economico. La sperimentazione iniziata a Reggio sei anni fa ha fornito una voce amica che potesse aiutare, sia nelle compilazioni di moduli e domande, sia con l’ascolto e l’incoraggiamento. Da un unico riferimento centralizzato, in tribunale, si è passati agli attuali sette sportelli, pronti a diventare otto. Oltre ai tre in città – in tribunale, in procura e nella sede di DarVoce, in viale Trento Trieste 11 – sono già attivi spazi informativi a Correggio, Guastalla, Montecchio e Scandiano; nei prossimi mesi si unirà anche Castelnovo Monti.

Ora è tempo di bilanci. I primi sei anni di “Non+Soli” sono stati illustrati ieri mattina dalla nuova presidente del tribunale, Cristina Beretti, e dalla referente di DarVoce per il progetto, Anna Ganapini. Con loro, il presidente di DarVoce Umberto Bedogni e il referente dei volontari Enrico Bonacini, oltre ad altri volontari. «Io sono entrata da poco nel ruolo e devo dare merito a chi mi ha preceduto: questo progetto è servito al tribunale ma prima di tutto ai cittadini, ed è un contributo importante. E mi sembra ci siano le basi per andare avanti», racconta la presidente Beretti.

Il presidente di DarVoce Bedogni ha invece sottolineato «l’impatto che va oltre ai numeri. Le cifre sono importanti, ma non ci scordiamo che prima di tutto qui è stato garantito ascolto e sostegno a persone che vivevano momenti difficili». «Abbiamo ascoltato, in maniera diretta o indiretta, quasi 3.400 persone, e questo è un numero che va sottolineato», rincara la dose Bonacini.

Mentre la Ganapini ha ricordato come necessità e sostegno fossero ben presenti: «Il progetto nasce anche dall’ascolto delle associazioni di volontariato impegnate nella disabilità, che ci parlavano delle grandi complessità con cui dovevano confrontarsi».

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