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Ora Terminal One detta le condizioni per restare alle Fiere

di Luigi Vinceti
Ora Terminal One detta le condizioni per restare alle Fiere

Prati, presidente della cordata di imprenditori reggiani «Asta competitiva entro agosto o lasciamo il progetto»

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REGGIO EMILIA. «A nome di Terminal One chiederemo agli organi che gestiscono la liquidazione delle Fiere di Reggio di organizzare un’asta competitiva, possibilmente entro agosto, e l’aggiudicazione con procedure in tempi brevi, senza partire da cifre folli, per programmare concretamente piani di lavoro a medio-lungo termine». Guido Prati, presidente del pool di industriali reggiani che ha accettato di condurre per il 2018 le Fiere di Mancasale, parla serenamente ma con decisione: ha un mandato da rispettare.

Se queste condizioni non saranno rispettate, prosegue, «saremo costretti ad abbandonare il progetto perché una gestione senza una programmazione di più ampio respiro costa troppo e chi ci ha dato questo mandato non intende andare oltre. Consideriamo le Fiere la porta d’ingresso della città, una vetrina per le nostre imprese, specie quelle del settore agroindustriale, ma se non si arriva ad una conclusione saremo costretti a chiudere la partita».

Il master plan che ha animato la cordata, aggiunge poi Prati, «è stato accolto con favore e le istituzioni ci sono state vicine. Si è avviato un dialogo positivo con tanti, in particolare con il Camer che per primo ci ha stimolato a scendere in campo, ma servono programmi per far quadrare i conti».

La sollecitazione di Terminal One (è presente anche il direttore Matteo Setti) è chiara e concreta ma ovviamente non frena i programmi avviati per quest’anno. Prati assicura infatti che ora si parte con il Camer ma torneranno le esposizioni bovine e di cavalli, insieme alla fiera ornitologica internazionale e ad una di carattere nazionale, alle fiere del fumetto, Cambi & scambi e altri eventi. Entro il mese, inoltre, si dovrebbe decidere anche l’approdo proprio qui della Festa dell’Unità. Ma tutto finirà nuovamente nell’incertezza se non ci saranno garanzie di continuità. «È indispensabile sapere – conclude Prati – se la nostra città, così come accade negli altri tre poli fieristici regionali (Rimini, Bologna, Parma), può continuare a mettere in mostra le sue eccellenze».

La location, d’altronde, è invidiabile. Con la fermata dell’alta velocità e l’uscita dell’Autosole a due passi, è un polo strategico da tutelare. Non a caso l’architetto Calatrava l’aveva definito il “chilometro d’oro” della città. Ma sono ormai passati quattro anni dall’avvio del concordato sulla proprietà dell’area e si dovrà adesso arrivare ad una decisione definitiva.

Terminal One è una società nata dall’accordo di undici imprenditori, la maggior parte reggiani, che sul finire del 2017 hanno accolto l’idea di Stefano Aleotti (Ruote da Sogno) e si sono aggregati con quote paritetiche. Nella primavera di quest’anno altri sei colleghi si sono uniti al progetto che ha garantito continuità al parco espositivo ma solo a tempo determinato. Adesso, dicono tutti, occorre progettare il futuro.

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