Prestiti a tassi di usura chiesti 5 anni di carcere
Si avvia alla conclusione il processo nei confronti del 62enne Gennaro Musella L’uomo, disoccupato di origine campana residente in città, ha sempre negato
REGGIO EMILIA. È accusato di aver prestato soldi a tassi di usura. Una vicenda che aveva scosso Reggio avendo come parte lesa un commerciante disperato, e che vede imputato il 62enne Gennaro Musella, disoccupato d’origine campana ma residente in città, accusato di usura ed estorsione, per il quale la procura ha chiesto una condanna a 5 anni e 6 mesi durante la discussione. L’imputato, difeso dall’avvocato Federico De Belvis, era finito nel mirino della squadra mobile che ne aveva ricostruito le movimentazioni speculative ai danni di un commerciante reggiano al quale aveva concesso un prestito chiedendo poi interessi esrorbitanti. La Mobile lo aveva quindi arrestato nel 2016 con l’accusa di aver «strozzato», per un anno e mezzo, il commerciante in difficoltà economiche. Un incubo senza uscita, fatto di rate mensili fino a 1.600 euro e soltanto per riuscire a pagare gli interessi. Il commerciante di prodotti alimentari si era detto disperato alla polizia, facendo scattare l’indagine e poi l’ordinanza di custodia.
Le successive indagini avevano fatto venire a galla ulteriori circostanze in capo a Musella – che si è sempre detto innocente – grazie alla confidenza fatta ad un’amica di famiglia da una coppia di conviventi ormai allo stremo. Lui è un dipendente pubblico e pure la sua compagna lavora, ma hanno avuto bisogno di soldi e – secondo quanto ricostruito dagli agenti – si sono ritrovati a dover pagare a Musella, dal 2013, interessi del 240% su base annua, a fronte di un prestito di duemila euro in due tranche. Interessi usurari, sfociati come spesso succede in minacce estorsive quando i pagamenti hanno cominciato ad incepparsi.
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