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Rapina la barista: pena di due anni

Rapina la barista: pena di due anni

Nomade condannata per l’episodio del 2013 nel locale di via Monte San Michele

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REGGIO EMILIA. Aveva detto di voler leggere la mano ai passanti. Poi però è entrata al bar e ha gettato la maschera trasformandosi in una rapinatrice, condannata ieri a due anni di reclusione per rapina.

Una vicenda che risale al 2013, anno in cui avvenne il reato al bar di via Monte San Michele, in centro a Reggio Emilia. A metà pomeriggio la donna entra nel locale puntando poi verso la cassiera e, minacciandola con un coltello, si fa consegnare il denaro contenuto nella cassa, circa 250 euro. Immediatamente dal bar parte una telefonata alla polizia che si porta sul posto: l’area viene infatti circoscritta dalle pattuglie delle Volanti e della Squadra Mobile senza esito.

Le ricerche non sono durate però molto perché la donna si è ripresentata in zona pochi giorni dopo ed è stata riconosciuta dalla vittima, che ha chiamato la polizia facendola bloccare. Da lì la denuncia e il processo, che la donna ha affrontato difesa dall’avvocato Nicola Gualdi.

Secondo la testimonianza della vittima, sembrava in un primo momento che la rapinatrice fosse armata con un cutter. Circostanza che non è stata però provata: sembra infatti che la donna avesse qualcosa al corpo ma che non avesse alla fine tirato fuori nulla, minacciando la barista a distanza. Una minaccia risultata reale e che si è conclusa poi con la consegna dei contanti, tutto il fondo cassa, presi i quali la donna nomade è fuggita pensando di averla fatta franca. (e.l.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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