Gazzetta di Reggio

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«Una lista civica ma senza simbolo: così il Pd ci sarà»

di Andrea Vaccari
«Una lista civica ma senza simbolo: così il Pd ci sarà»

Brescello, il segretario provinciale Costa guarda al voto «Servono volti nuovi, torniamo a parlare di opere e servizi»

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BRESCELLO . A poco più di due mesi dalle elezioni comunali non è ancora ben chiaro quante e quali saranno le liste che si presenteranno ai cittadini brescellesi. Al momento, solo l’ex consigliere di opposizione Luciano Conforti ha rotto gli indugi dichiarando la presenza certa della lista di “Onestà civile”.

Ma uno degli osservati speciali di questa tornata elettorale non potrà che essere il Pd, uscito a pezzi localmente da questi ultimi anni, a seguito delle divisioni interne verificatesi dopo le dimissioni di Marcello Coffrini da sindaco. Quali saranno le manovre del partito per cercare di recuperare la fiducia dell’elettorato locale? Lo abbiamo chiesto al segretario provinciale del Pd Andrea Costa, che indica su quali binari si muoveranno le scelte.

«Daremo il nostro contributo per creare una lista civica e ampia. Cerchiamo profili nuovi e riconoscibili – sottolinea – e siamo aperti a ogni tipo di contributo. Il nostro sguardo deve essere rivolto al futuro e non al passato, il ragionamento che insieme al circolo locale, composto da persone appassionate e che agiscono senza tornaconto personale, stiamo portando avanti è che al centro della futura campagna ci dovranno essere i temi che interessano i cittadini: i servizi, le opere pubbliche e tanti altri aspetti quotidiani che consentano al paese di voltare pagina rispetto al passato».

Uno degli aspetti sui quali il Pd punta per le prossime elezioni sono i volti nuovi. Mettere in campo anche solo alcuni dei nomi presenti nella lista che si era presentata nel 2014 darebbe l’impressione di assistere a un film già visto, e per questo il partito cercherà di individuare figure affidabili e allo stesso tempo note, magari legate al mondo del volontariato. Il simbolo del partito non comparirà sulla lista: in fin dei conti, nelle ultime tornate elettorali, la lista appoggiata dal centrosinistra è sempre stata contraddistinta dal simbolo “Pasquino” – marchio registrato poi in seguito dall’ex sindaco Marcello Coffrini – e non dal partito di turno, fosse esso Pds, Ds o Pd.

L’obiettivo, a quanto spiega Costa, è quello di costruire una seria proposta civica, senza l’assillo di voler “marchiare” la lista che verrà. «In questi anni di commissariamento – aggiunge il segretario – e parlo in qualità di sindaco dell’Unione Bassa Reggiana, è stato fatto il possibile per non lasciare isolato Brescello. Penso, ad esempio, agli impiegati dell’Ufficio tecnico “prestati” da Luzzara o la gestione delle pratiche del Suap, affidate sempre a Luzzara. Brescello ora ha bisogno di ritornare alla normalità dopo questi anni, si avverte l’esigenza di parlare di contenuti e non soltanto di commissariamento e ‘ndrangheta. Sappiamo che certi personaggi sono presenti in paese, con loro non si devono avere relazioni e bisogna aiutare la comunità a isolarli. Questa è una premessa fondamentale per iniziare a parlare di altro. Ritengo – conclude Costa – che il 21% registrato dal Pd a Brescello alle politiche del 4 marzo sia un dato interessante da cui partire». Se

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