I pendolari della droga arrivano in treno da Roma
Corriere-spacciatore catturato in piazzale Marconi: è il decimo arresto in 5 mesi Sequestrati in totale 31 chili di marijuana, tutti i trafficanti sono della Nigeria
REGGIO EMILIA. Una vera e propria organizzazione criminale composta esclusivamente da nigeriani, tutti provenienti da una specifica zona dello Stato africano e tutti dediti al traffico di marijuana, fatta arrivare tramite treni o autobus. Settore nel quale, a Reggio Emilia, sono riusciti nel tempo a eccellere ottenendone il monopolio quasi assoluto in molte delle principali piazze della città. Una sorta di clan criminale che recluta in base all’etnia, rigidamente strutturato e organizzato in tutti gli aspetti del commercio di droga: dal traffico ai corrieri fino allo spaccio al minuto.
Una realtà ormai conosciuta – e combattuta – da tempo dalle forze dell’ordine reggiane tanto che, proprio per contrastarla, cinque mesi fa il questore Antonio Sbordone aveva avviato l’operazione “Stazioni sicure”.
Un’intensificazione dei controlli nelle zone predilette dai pusher e dai clienti che ha portato, complessivamente, al sequestro di 31 chili di marijuana dal valore sul mercato di circa 300mila euro e all’arresto di dieci nigeriani.
L’ultimo arresto è avvenuto proprio mercoledì mattina, in piazzale Marconi. Le manette ai polsi sono scattate nei confronti di Era Aziba, classe 1987, che era appena sceso da un regionale proveniente da Bologna. In suo possesso, all’interno di due borsoni, due grossi sacchi contenenti due chili di marijuana e tre cellulari “usa e getta” del modello solitamente utilizzato dagli spacciatori.
Un corriere, secondo le indagini della squadra mobile. Uno dei tanti che si mettono in viaggio da Roma in direzione Reggio Emilia, per trasportare la droga che poi si riversa nelle strade e nelle piazze della città. Dei veri e propri spacciatori “pendolari”.
«Ci siamo concentrati sul traffico di droga gestito esclusivamente da nigeriani – spiega il dirigente della squadra mobile, Guglielmo Battisti – traffico che si sposta sulle reti ferroviarie locali e dell’alta velocità ma anche sugli autobus. Nel complesso abbiamo arrestato dieci nigeriani, fra i quali quattro donne, dediti allo spaccio di marijuana e confiscato in totale 8mila euro. Speriamo di aver inferto un duro colpo a questa organizzazione».
Dall’incrocio delle informazioni ottenute durante i vari arresti, gli investigatori della Mobile sono riusciti ad avere un quadro globale di come funzioni questa rete così settaria. La marijuana si mette in viaggio da Roma, in mano a nigeriani spesso incensurati e regolari, che in caso di spostamenti sull’alta velocità provvedono a cospargere i borsoni con abbondanti dosi di profumo per mascherarne l’odore. Arrivata in città, altri nigeriani si occupano infine di dividerla in dosi e smerciarla nelle piazze già note come piazzale Marconi, piazzale Europa, Parco del Popolo o i dintorni di via Sani.
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