Gazzetta di Reggio

Reggio

Inchiesta, si cerca l’ex addetta alle pulizie

Inchiesta, si cerca l’ex addetta alle pulizie

Dopo l’intervista anonima a Canale 5, la Procura vuole ascoltarla come persona informata sui fatti

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Per l’ospizio degli orrori la Procura di Reggio Emilia cerca l’ex donna delle pulizie che ha fatto rivelazioni alla trasmissione “Pomeriggio 5”, la striscia pomeridiana di Barbara D’Urso su Canale 5. Durante la trasmissione, la donna, che non lavora più alla Casa anziani di Correggio, è stata ripresa a volto scoperto ma senza nome e cognome. E davanti alle telecamere ha fatto dichiarazioni choccanti sulle operatrici sociosanitarie: «Facevano le sovrane, lasciavano gli anziani a letto sporchi, li picchiavano e poi, la mattina, li ridevano. Anche quelle che c’erano prima di queste indagate». Affermazioni che, se confermate, potrebbe avere una rilevanza penale: perciò il pm Maria Rita Pantani intende ascoltare la donna delle pulizie come persona informata sui fatti, anche perché al momento nessun altro familiare si è fatto avanti, oltre a quei due (anzi tre, ma sulla terza non sono state trovate prove) che hanno dato avvio all’inchiesta.

Ricordiamo che, in seguito alle denunce presentate dal figlio di una 97enne e dalla figlia di un 83enne – che sospettavano abusi sui loro cari – nell’aprile 2017 era partita l’indagine dei carabinieri. L’installazione delle telecamere, per tre mesi in due stanze, aveva fatto finire nel registro degli indagati 14 operatrici sociosanitarie: sette senza misure, sei (due italiane e quattro straniere) sospese dalla professione (due per un anno, quattro per sei mesi) dal gip Angela Baraldi per il reato di maltrattamenti gravissimi (con le aggravanti dei fatti commessi su infermi e in pubblico servizio). La dirigente, una 34enne di Carpi residente in città, è accusata di omissione di atti d’ufficio.

Intanto in questi giorni l’Ausl e l’Ipasvi (Ordine degli infermieri, assistenti sanitari e vigilatrici d’infanzia) di Reggio Emilia hanno chiesto l’accesso agli atti. Per l’Ausl si tratta di un atto dovuto, visto che la struttura di via Mandriolo Superiore (la casa protetta ha 47 posti letto, dei quali 40 convenzionati con l’Ausl) è un servizio pubblico e l’azienda ospedaliera ha un ruolo di vigilanza. Per quanto riguarda l’Ordine, la domanda di poter visionare le carte potrebbe essere dettata dal fatto che due operatrici, che avrebbero riferito i maltrattamenti, hanno dichiarato a verbale di essere state minacciate di licenziamento in tronco dalla coordinatrice infermieristica (figura diversa dalla direttrice della casa protetta); per quest’ultima si potrebbero profilare dei provvedimenti.

Oggi si terrà l’interrogatorio di garanzia delle sei indagate più la direttrice davanti al gip Giovanni Ghini.

Ambra Prati

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google