Gazzetta di Reggio

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Malati con disabilità gravi Il progetto diventa realtà

di Roberto Fontanili
Malati con disabilità gravi Il progetto diventa realtà

Dall’intervento del 118 all’accesso al Pronto soccorso alle visite ambulatoriali Dopo due anni di sperimentazione il percorso è operativo nel distretto reggiano 

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REGGIO EMILIA. Un percorso pensato e riservato esclusivamente per i pazienti fragili e con disabilità gravi che parte dall’intervento del 118 (quando necessario), all’accesso al Pronto soccorso fino alle visite ambulatoriali specialistiche. Il progetto, tra i primi in Italia, è partito in maniera sperimentale due anni fa e oggi è una realtà. Per ora solo nel distretto sanitario di Reggio, ma tra qualche mese potrebbe diventare operativo su tutta la provincia.

Il progetto che si basa essenzialmente sulla condivisione preventiva dei dati socio-sanitari di questi utenti fragili, sarà presentato domani mattina in un convegno che si terrà al Core ed è nato dalla collaborazione tra Ausl-Irccs di Reggio, la Centrale operativa 118 e la Fondazione Durante e Dopo di Noi.

Poiché il bisogno aguzza l’ingegno, l’idea di trovare strade più facili e condivise per garantire a pazienti che a volte è difficile spostare e curare, come possono essere le persone affette da disabilità mentale o fisica, è venuta a tre soci della Fondazione Durante e Dopo di Noi, presieduta da Massimo Giaroli. I tre genitori di altrettanti ragazzi disabili hanno messo in comune le quotidiane difficoltà per sottoporli a un esame radiografico, a una visita ginecologica o a un più banale controllo dal medico o dal dentista, vuoi perché non c’è collaborazione se non resistenza da parte del paziente o perché a volte mancano gli ausili sanitari da utilizzare.

Per non parlare poi delle difficoltà a dover far salire su un’ambulanza queste persone in caso di intervento urgente e poi farle attendere al Pronto soccorso.

Problemi che possono apparire banali e che invece non lo sono, anche per i volontari del 118 e lo stesso personale medico e sanitario. Il progetto pilota prevede che per le persone identificate dai servizi socio-sanitari come particolarmente fragili e intolleranti alle attese, al momento del loro arrivo al Pronto soccorso scatti una sorta di allarme, che consente agli operatori di garantire un accesso alle cure nel modo più rapido possibile e di arrivare in futuro anche alla realizzazione di uno spazio ad hoc a loro riservato.

Per dare concreta applicazione al progetto è stato effettuato un corso di formazione per gli operatori per insegnare loro a coinvolgere anche l’accompagnatore di queste persone e a utilizzare gli ausili necessari per la loro mobilità. Il progetto, in caso di intervento in situazioni di emergenza per pazienti con gravi disabilità o dei loro familiari, prevede la messa a disposizione del personale del 118 il più rapidamente possibile delle informazioni relative alla patologia di cui soffre il paziente, la terapia seguita e le reti familiari e parentali da allertare. Il cuore di questa parte del progetto è un data base contenente queste informazioni (dai dati anagrafici alle terapie alle patologie) che liberamente e nel rispetto della privacy vengono messe a disposizione dalle famiglie alla Centrale operativa del 118 in modo tale che chi interviene conosca i problemi che può trovarsi ad affrontare. Per quanto riguarda le visite ambulatoriali, infine, già al momento della prenotazione gli operatori del CupTel raccoglieranno le informazioni più importanti.

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