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Minaccia il suicidio, salvata dai carabinieri

Minaccia il suicidio, salvata dai carabinieri

La 54enne era seduta sul davanzale di una stanza d'albergo in centro

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REGGIO EMILIA. Seduta sul davanzale della finestra in una camera d’albergo del centro storico di Reggio Emilia, ha chiamato il 112 minacciando il suicidio. Arrivati dopo pochissimi minuti sul posto, i carabinieri sono riusciti a salvarla prima di finire loro stessi al pronto soccorso per le contusioni rimediate nel corpo a corpo con la donna per niente intenzionata a farsi tranquillizzare.

Sono le 21 di giovedì sera quando, ricevuta la telefonata di una donna che preannunciava le sue intenzioni suicide, dal comando parte immediatamente un equipaggio del nucleo radiomobile che si porta davanti all’albergo del centro da cui era arrivata la chiamata. I carabinieri, dopo avere prelevato alla reception le doppie chiavi della stanza dove era alloggiata la donna, entrano di soppiatto e, notando l’aspirante suicida seduta sul davanzale della finestra, si avvicinano senza farsi vedere riuscendo ad afferrarla. Una volta presa, non senza fatica, riescono quindi a bloccarla sul letto fino all’arrivo dei sanitari inviati dal 118 che, dopo averla sedata, la portano in ospedale.

E al pronto soccorso finiscono anche i due militari, che nel tentativo fortunatamente riuscito di salvare la donna, hanno riportato ognuno contusioni poi giudicate guaribili in 5 giorni. Si tratta del vice brigadiere Nicola Grieco e dell’appuntato Luca Bigi, entrambi effettivi al nucleo radiomobile dei carabinieri di Reggio Emilia, con i quali si è complimentato di persona per la prontezza e per la generosità del loro gesto lo stesso colonnello Antonino Buda.

Quanto alla donna che ha tentato il suicidio, si tratta di una 54enne residente a Genova che, giunta in albergo a Reggio Emilia, aveva chiesto una stanza apparentemente con l’intenzione di trascorrervi la notte, in realtà con ben altri obiettivi.

Non si conoscono le cause delle intenzioni suicide della donna. Si sa invece con certezza che ai carabinieri, durante un colloquio sicuramente né sereno né facile, ha ripetuto più volte di essere estremamente stanca.
 

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