«Ok a ciò che serve a riaprire ma no a battibecchi elettorali»
CASTELNOVO MONTI. «Ogni iniziativa volta alla riapertura del punto nascita di Castelnovo e di tutti i luoghi di montagna e periferici è da noi vista positivamente. Chiediamo che non si faccia...
CASTELNOVO MONTI. «Ogni iniziativa volta alla riapertura del punto nascita di Castelnovo e di tutti i luoghi di montagna e periferici è da noi vista positivamente. Chiediamo che non si faccia campagna elettorale ma fatti. Che le varie forze politiche sotterrino lascia di guerra e lavorino finalmente per le popolazioni montanare che le hanno elette in ogni ordine e grado di amministrazione. Ricordiamo che l'anno prossimo si rinnovano le cariche sia comunali che regionali e che il lavoro da fare è tanto. Fatti non parole. Purtroppo leggiamo dei contraddittori che assomigliano più a dei battibecchi tra adolescenti che a delle vere intenzioni di arrivare al dunque della questione: la riapertura del punto nascita».
La prima reazione alla proposta del Movimento 5 Stelle che lancia l’idea di un “patto della cicogna” rivolto a tutte le altre forze politiche per arrivare alla riapertura del punto nascita non solo di Castelnovo Monti, ma anche di Pavullo e Borgotaro, arriva dai cittadini riuninit del comitato “Salviamo le cicogne della montagna”. Un messaggio, quello pubblicato sulla lor pagina Facebook, che va nella direzione dell’accoglienza del la proposta dei grillini, ma con un monito ben preciso e un invito rivolto a tutti di arrivare finalmente a fatti concreti.
La proposta del Movimento 5 Stelle - a firma dei parlamentari Maria Edera Spadoni, Maria Laura Mantovani, Stefania Ascari, Davide Zanichelli, Gabriele Lanzi, Vittorio Ferraresi - è rivolta ai parlamentari delle altre forze politiche «espressione del territorio» affinchè «si impegnino a riaprire i punti nascite chiusi in Emilia Romagna».
«Sono un servizio essenziale che non può essere chiuso per meri motivi economici - si legge nella loro nota di mercoledì - Uno Stato che elimina servizi, piegandosi a mere scelte economiche non è uno Stato che fa il suo dovere fino in fondo. Ogni parlamentare di qualsiasi forza politica si impegneranno in parlamento e presso le altre istituzioni interessate, in maniera unitaria, e propositiva per trovare soluzioni per riaprire in queste zone dell’Appennino emiliano».
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