Reggio Emilia, un safari per catturare la capra fuggitiva
Allontanata dalla Mediopadana il 30 marzo grazie agli spari della Polfer, è ricomparsa ieri sera. Era scappata da un macello di Bagnolo
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REGGIO EMILIA. Sfuggente come Arsenio Lupin, coriacea come Rocky Balboa, la capra più caparbia di tutta la provincia è ricomparsa ieri pomeriggio nei campi adiacenti alla Mediopadana. Si tratta dell’animale che era fuggito al suo destino da un macello di Bagnolo in Piano il 22 marzo, per poi trovare il suo habitat attorno alla stazione dell’alta velocità.
Venerdì 30 marzo si era poi reso protagonista di una bizzarra vicenda: vista da un passante e segnalata alle forze dell’ordine, per scongiurare il rischio che potesse entrare nella carreggiata della vicina autostrada A1 o finire sui binari, gli agenti della polizia ferroviaria avevano sparato in aria alcuni colpi di pistola per allontanarla.
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Da quel momento dell’animale – appartenente alla razza Saanen, una delle più diffuse in Europa – si erano nuovamente perse le tracce. Almeno fino alle 19 circa di ieri, quando è scattato l’allarme fra le forze dell’ordine reggiane: «La capra, la capra! È ricomparsa la capra!».
L’ovino infatti, che evidentemente si è trovato a proprio agio nei dintorni della Mediopadana, era ancora lì, a brucare l’erba in tutta serenità.
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Immediatamente tre pattuglie della polizia si sono precipitate nei pressi di via Petrella, la lunga strada che partendo dal centro commerciale I Petali conduce fino alla stazione e costeggia l’autostrada.
Il pericolo era che la capra potesse saltare e finire lungo l’A1, o raggiungere i binari e intralciare il percorso dei treni. Da questi fondati timori ne è però nata una serie di scenette alla “Pallottola spuntata” con gli agenti che hanno cercato in tutti i modi di intrappolare l’animale in attesa dell’arrivo dei veterinari, stando però attenti a non avvicinarsi troppo per non spaventarlo e perderne nuovamente le tracce.
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Così la latitanza dell’ovino più sfuggente di Reggio è durata esattamente 15 giorni. Iniziata con la fuga da “TitBit - Che macello!” giovedì 22 marzo, si è conclusa ieri verso le 21 negli ampi parcheggi di via Duo per mano di uno dei veterinari dell’Ausl, che gli ha sparato dei dardi tranquillanti permettendone la cattura.
La capra, sorvegliata a vista da polizia di Stato e Municipale giunta nel frattempo in supporto, nonostante il siero che circolava nel corpo ha proseguito a camminare per una ventina di minuti abbondanti, scrutando con aria di sfida gli uomini in divisa. Alla fine, però, il tranquillante ha fatto effetto e il veterinario è riuscito ad atterrarla con un placcaggio degno delle migliori partite di rugby, per poi caricarla sul furgone.
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