Pavarini contro Fantuzzi «Lui non è un filantropo»
La consigliera comunale di Mdp dura contro le dichiarazioni dell’ex patron «Se voleva mettere in sicurezza quell’area non doveva aspettare il Comune»
REGGIO EMILIA. Consigliera comunale per Mdp – Articolo Uno, in passato in direzione provinciale Pd, presidente della Circoscrizione nord-est fino al suo scioglimento e da sempre residente del quartiere Santa Croce. Per Roberta Pavarini la questione del degrado alle ex Officine Reggiane non è solo un fatto politico. È una ferita aperta sul corpo di tutti i reggiani della zona che ne hanno vissuto da vicino il lento e costante declino. Ed è forse anche per questo che non ha digerito le recenti dichiarazioni alla Gazzetta di Reggio del commendator Luciano Fantuzzi.
L’ex patron delle Reggiane aveva a sua volta replicato alle parole del vicesindaco Matteo Sassi, che di fronte ai costi sostenuti dal Comune per avviare il piano di bonifica dei capannoni aveva chiamato in ballo le responsabilità della proprietà privata dell’area. «Quindici anni fa ho donato il capannone dove ora c’è il Tecnopolo – aveva detto piccato Fantuzzi – due anni fa ho donato altri tre capannoni alla Stu e un mese fa ne ho donato un altro ancora. E sono disposto a donarne altri». Dichiarazioni giudicate dalla Pavarini «quantomeno bizzarre. Non scriverei di certo il suo nome fra i filantropi della città, lui alla fine ha dovuto vendere l’azienda perché era soffocato dai debiti e questo ha rappresentato una sofferenza per tutto il quartiere. Se voleva mettere in sicurezza l’area doveva farlo, Fantuzzi non deve aspettare il Comune. Penso che si sia sentito rimbrottato su questo punto dall’amministrazione e abbia voluto dare la sua lettura dei fatti puntando sulla sua generosità che, però, mi sembra immotivata. Se subito dopo la cessione dell’impresa avesse guardato a questo luogo come un posto da preservare non si sarebbero spalancate le strade al degrado».
Tutto questo tuttavia, prosegue la consigliera, «non deve essere usato come scusa da chi ha una responsabilità pubblica e deve ricordare ai privati i doveri che devono esercitare. Per molti anni sul tema delle Reggiane tutti si sono girati dall’altra parte, di fronte a quell’emergenza la burocrazia ha vinto».
Nonostante questo, conclude la Pavarini, è un fatto positivo che ora il Comune si stia muovendo per risolvere definitivamente le problematiche delle Reggiane.
«Ben venga questo lavoro collettivo e benissimo il gesto politico del vescovo che ha celebrato lì la messa. Si deve però prestare attenzione nell’includere il quartiere nel progetto del Tecnopolo. Santa Croce ormai è la città e non è più una zona a parte, si pensi anche agli abitanti».
Leonardo Grilli
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